I sindaci galiziani invitano papa Leone XIV a pellegrinare lungo il Cammino Francese nell’Anno Santo Compostelano 2027
Undici sindaci galiziani della Mancomunidad de Municipios del Cammino di Santiago Francese hanno invitato formalmente papa Leone XIV a percorrere un tratto del Cammino di Santiago in Galizia in occasione del prossimo Anno Santo Compostelano 2027, quando si riaprirà la Porta Santa della Cattedrale di Santiago de Compostela.
La delegazione, accompagnata da rappresentanti dell’Asociación Camino de Santiago, Calle Mayor de Europa, ha consegnato al pontefice una lettera d’invito in piena udienza generale in Piazza San Pietro, insieme a due simboli classici del pellegrinaggio giacobeo: un bordone e una conchiglia di Sargadelos, scelti con cura per rappresentare la tradizione galiziana e lo spirito del Cammino.
Secondo quanto raccontato dall’assessora al Turismo di Arzúa, Begoña Balado, e dal commissario del programma “Almas del Camino”, José Tono Martínez, il papa si è mostrato «sorpreso» dal gesto e ha commentato che “forse” si deciderà ad accompagnare i pellegrini in un piccolo tratto del percorso quando si avvicinerà la data dell’Anno Santo 2027.
La Mancomunidad del Cammino Francese in Galizia: undici comuni e undici sindaci attorno al Cammino di Santiago
La Mancomunidad de Municipios Gallegos del Camino Francés raggruppa i comuni attraversati dalle ultime tappe del Cammino Francese in Galizia, dall’ingresso per O Cebreiro fino alle porte di Santiago de Compostela. Sono undici comuni uniti da una stessa via giacobea, dalla gestione condivisa dei servizi e da una strategia comune di promozione turistica e culturale.
I comuni che compongono la mancomunidad —tutti direttamente legati al Cammino di Santiago Francese in Galizia— sono:
- Pedrafita do Cebreiro – Sindaco: José Luis Raposo Magdalena, alla guida del comune in cui si trova il mitico nucleo di O Cebreiro, porta d’ingresso del Cammino Francese in Galizia e uno dei paesaggi più iconici per i pellegrini.
- Triacastela – Sindaca: Olga Iglesias Fontal, nota per la sua difesa del Cammino Francese e per il suo impegno in progetti di valorizzazione della via giacobea.
- Samos – Sindaca: Chus López, amministratrice nazionalista alla guida del comune che ospita lo storico monastero di Samos, uno dei grandi riferimenti spirituali del Cammino di Santiago.
- Sarria – Sindaco: Claudio Garrido, massima autorità del comune che si è consolidato come punto di partenza più popolare del Cammino Francese per chi vuole completare gli ultimi 100 chilometri fino a Santiago de Compostela.
- Paradela – Sindaca: Montserrat Mulet, che ha preso il posto dello storico José Manuel Mato e simboleggia una nuova fase di gestione locale legata al mondo rurale e al Cammino.
- Portomarín – Sindaco: Pablo Rivas Folgueira, giovane amministratore che governa una cittadina nota per la spettacolare posizione accanto al bacino e per la sua chiesa-fortezza di San Nicolás.
- Monterroso – Sindaco: Eloy Pérez Sindín, ingegnere agrario e amministratore popolare di uno dei comuni della comarca da Ulloa, tappa chiave tra Portomarín e Palas de Rei.
- Palas de Rei – Sindaco: Pablo José Taboada Camoira, figura centrale nel dibattito territoriale sul progetto industriale di Altri e rappresentante di un comune giacobeo di lunga tradizione.
- Melide – Sindaco: José Manuel Pérez Penas, alla guida di una località famosa per il suo polpo, il suo crocevia di cammini (Francese e Primitivo) e il suo patrimonio romanico.
- Arzúa – Sindaco: Xoán Xesús Carril, amministratore nazionalista di una cittadina celebre per la Festa do Queixo e per essere la penultima grande sosta prima di arrivare a Santiago.
- O Pino – Sindaco: Manuel Taboada Vigo, responsabile dell’ultimo comune del Cammino Francese prima di Santiago, con luoghi noti come Arca e Santa Irene.
Questi undici comuni sommano quasi 160 chilometri di Cammino Francese in Galizia, dando struttura a un territorio rurale che vive, in buona parte, del flusso annuale di migliaia di pellegrini internazionali.
Olga Iglesias, Begoña Balado e la leadership condivisa del Cammino Francese
La lettera consegnata a papa Leone XIV è legata al lavoro della Mancomunidad de Municipios Gallegos del Camino Francés, che negli ultimi anni ha avuto una leadership molto attiva della sindaca di Triacastela, Olga Iglesias Fontal, e dell’assessora al Turismo di Arzúa, Begoña Balado.

Olga Iglesias ha presieduto la mancomunidad promuovendo il coordinamento tra i comuni, la difesa del patrimonio giacobeo e la raccolta di fondi —per esempio, attraverso progetti legati ai fondi Next Generation per migliorare la sostenibilità turistica del Cammino Francese.
Dalla fine del 2025, la presidenza è passata a Begoña Balado, che unisce la sua responsabilità di assessora al Turismo di Arzúa alla direzione dell’ente sovracomunale. Sotto il suo mandato, la Mancomunidad rafforza la promozione congiunta, la digitalizzazione delle risorse e progetti culturali come “Almas del Camino”, di cui è uno dei volti più visibili.
“Almas del Camino”: un progetto culturale per raccontare le storie del Cammino di Santiago
L’invito al Papa si inserisce nel programma “Almas del Camino”, un’iniziativa culturale e audiovisiva promossa dall’Asociación Calle Mayor de Europa, con sede a Molinaseca (Provincia di León), in stretto coordinamento con la Mancomunidad del Camino Francés in Galizia.
Questo progetto ha percorso per mesi le tappe del Cammino, documentando storie di hospitaleros, abitanti, commercianti, pellegrini di tutto il mondo e il patrimonio materiale e immateriale che circonda l’itinerario giacobeo. L’obiettivo è offrire uno sguardo profondo sul Cammino Francese come:
- Via spirituale e culturale di riferimento in Europa.
- Motore economico per piccoli paesi rurali che dipendono in gran parte dal turismo di pellegrinaggio.
- Spazio d’incontro interreligioso e interculturale, dove convivono persone credenti, agnostiche e di diverse tradizioni.
L’eventuale presenza di papa Leone XIV in uno di questi tratti sarebbe, come sottolineano i responsabili dell’iniziativa, “un faro di luce e un messaggio universale di unità, integrazione e pace”, oltre a uno stimolo promozionale per l’Anno Santo Compostelano 2027 e per tutto il Cammino di Santiago Francese.
Un Cammino di Santiago che guarda al mondo: dal Vaticano a Gaza
L’invito dei sindaci galiziani arriva in un momento in cui il pontefice ha rafforzato la sua immagine di leader attento ai conflitti internazionali. Giorni prima di ricevere la delegazione della Mancomunidad del Camino Francés, Leone XIV ha incontrato in Vaticano il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmud Abbas, per parlare della guerra e della crisi umanitaria a Gaza.
In quell’incontro, secondo la Santa Sede, entrambi hanno concordato sull’urgenza di prestare aiuto alla popolazione civile di Gaza e sulla necessità di avanzare verso la soluzione dei due Stati come orizzonte politico per il conflitto tra israeliani e palestinesi. Questo messaggio si sposa con l’idea che il Cammino di Santiago —e, in particolare, il Cammino Francese in Galizia— possa essere presentato al mondo come simbolo di pace, dialogo e riconciliazione.
Se alla fine il papa accettasse l’invito degli undici sindaci galiziani e percorresse anche solo pochi chilometri del Cammino Francese, l’immagine di Leone XIV in cammino tra i pellegrini per Arzúa, Melide, O Pino o uno qualsiasi dei comuni della mancomunidad avrebbe un’enorme carica simbolica:
- Rafforzamento internazionale del Cammino di Santiago come via d’incontro e spiritualità.
- Proiezione mondiale dei piccoli comuni rurali che mantengono vivo l’itinerario.
- Messaggio diretto di sostegno alla pace e ai popoli che soffrono la guerra, coerente con il suo appello ad aiutare Gaza e con la sua difesa della soluzione dei due Stati.
Cammino Francese e Anno Santo 2027: un’opportunità storica per la Galizia
L’Anno Santo Compostelano 2027 si celebrerà quando la festività di Giacomo il Maggiore (Apostolo Giacomo) (25 luglio) cadrà di nuovo di domenica, con la riapertura della Porta Santa della cattedrale di Santiago e la moltiplicazione dell’afflusso di pellegrini da tutto il mondo.
Gli undici sindaci del Cammino Francese galiziano, coordinati attraverso la Mancomunidad, vogliono sfruttare questo appuntamento per:
- Consolidare il Cammino Francese in Galizia come l’itinerario giacobeo più riconosciuto a livello internazionale.
- Rafforzare la sostenibilità turistica e la protezione del patrimonio.
- Diffondere i valori di ospitalità, accoglienza e convivenza che definiscono l’esperienza del pellegrinaggio fino a Santiago de Compostela.
La possibile presenza di papa Leone XIV, invitato ufficialmente da questi undici amministratori e sostenuto dal programma “Almas del Camino”, si profila già come una delle grandi pietre miliari che potrebbero segnare il Cammino di Santiago Francese nel 2027 e trasformare la Galizia, ancora una volta, nell’epicentro spirituale e culturale d’Europa.










