Saturnino di Tolosa
San Saturnino di Tolosa (m. ca. 257, Tolosa, Gallia), chiamato anche Serenín, Sernin o Cernin, fu un missionario romano che predicò nelle Gallie, sui Pirenei e nella penisola iberica.
Fu il primo vescovo di Tolosa (l’attuale Toulouse), dove fu martirizzato dai pagani secondo gli Atti di Surio, anche se altre testimonianze, note come Atti di San Saturnino, lo collocano nel I secolo.
Vita di San Saturnino
Secondo gli Atti di Surio, Saturnino predicò in Aquitania durante il consolato di Grato e Decio, nel III secolo. A Tolosa convertì Onesto, che si unì a lui nel lavoro missionario; a Carcassonne il prefetto Rufino li incarcerò, ma furono liberati da un angelo. Onesto andò a predicare a Pompaelo (l’attuale Pamplona). Dopo aver discusso con il senatore pagano Firmo, fece chiamare Saturnino. Saturnino e Onesto convertirono e battezzarono diversi pagani della città, tra cui Firmo e sua moglie (battezzati da Saturnino) e il loro figlio Fermín, che sarebbe poi diventato a sua volta vescovo di Amiens.
Martirio di San Saturnino
La Passio Saturnini racconta che Saturnino, nominato vescovo, giunse a Tolosa (Francia) nel 250, sotto il consolato romano di Decio e Grato. A quell’epoca in Gallia c’erano ancora pochissime comunità cristiane e Saturnino arrivò per predicare e convertire i cittadini del luogo.
In città c’era un tempio eretto dai romani e consacrato al loro dio Giove Capitolino. Saturnino doveva passare ogni giorno davanti a quel tempio per raggiungere un piccolo oratorio dove teneva la sua catechesi. Pare che per qualche tempo Giove restasse muto alle richieste di chi credeva in lui, e cominciò a girare la voce che il responsabile fosse il vescovo Saturnino.
La folla si agitò per questo motivo e un giorno lo attese: quando passò di lì, circondandolo minacciosa, volle imporgli il sacrificio di un toro al dio romano. Davanti al suo rifiuto, infuriati, legarono il vescovo al toro destinato al sacrificio e lo pungolarono perché corresse giù per le scalinate del Campidoglio. Il corpo di Saturnino fu fatto a pezzi lungo la corsa dell’animale. Quando la fuga si arrestò, rimase lì abbandonato, finché alcune pie donne lo raccolsero e lo seppellirono in una fossa molto profonda.
Un secolo dopo fu scoperta la sua tomba e proprio lì costruirono una piccola cappella con le sue reliquie. Col tempo la cappella andò perduta, e con essa il suo ricordo; in seguito uno dei suoi successori ritrovò il luogo.

Le testimonianze storiche attendibili del suo culto a Pamplona (Navarra) risalgono alla fine dell’XI secolo, quando vi si stabilirono numerosi coloni franchi, che costruirono una chiesa a lui dedicata e attorno alla quale si formò uno dei tre quartieri principali, il cosiddetto Burgo de San Serenín o Burgo de San Cernin. Davanti alla porta di quella chiesa c’è una lastra di bronzo che copre un pozzo. Si racconta che San Saturnino battezzò con l’acqua di quel pozzo i primi cristiani di Pamplona, compreso San Fermín.
La sua festa si celebra il 29 novembre. È patrono delle località spagnole di Pamplona, San Sadurní de Noya, San Saturnino de Osormot, Sant Sadurní de l’Heura, Montornès del Vallès, Montmajor, Artajona e Ventosa (La Rioja).
San Saturnino
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