San Zoilo di Cordova
San Zoilo di Cordova (m. 304) fu il primo di una ventina di martiri cordovesi che perirono agli albori del IV secolo sotto la persecuzione di Diocleziano.
Storia di San Zoilo
Costituito l’ Impero romano come tetrarchia, la Hispania rimase nella regione governata dal cesare Costanzo I, che attenuò nelle zone sotto il suo comando le persecuzioni contro i cristiani, il cui istigatore nel resto dell’Impero fu il cesare Galerio. Data questa circostanza, è da supporre che il martirio collettivo di Zoilo e dei suoi compagni non sia avvenuto prima del 303, anno dei primi tre editti, e che abbia avuto luogo nel 304, quando un nuovo editto imperiale condannava i cristiani indiscriminatamente.
La notizia più antica che abbiamo di Zoilo è della seconda metà del IV secolo e ce la dà lo spagnolo Prudenzio nell’Inno IV del Peristephanon, in cui elenca circa 30 martiri di poco anteriori a lui e in gran parte spagnoli; a parte i nomi, poca materia storica si può ricavare da questo elenco (quasi una litania), in cui si dice «Corduba Acisclum dabit, et Zoellum», poiché la forma Zoelo, Zoilo o Zoyl è indistinta. Nel Martirologio geronimiano Zoilo e i compagni martiri sono inclusi al 27 giugno, in accordo con la maggior parte dei martirologi storici, salvo alcuni dei più antichi che citano Crescente per primo; ciò è dovuto, secondo Henschen, al fatto che il ritrovamento del corpo di quest’ultimo fu anteriore. Wandalberto usò il termine antistes per indicare che Zoilo fu il primo tra i suoi compagni (non per conferirgli la dignità episcopale, di cui non c’è alcuna traccia), il che, insieme alla citazione esclusiva di Prudenzio, al fatto che esista un atto martiriale solo di Zoilo e alla conferma del culto in Spagna, autorizza a considerare Zoilo come il principale dei martirizzati con lui.
Ritrovamento delle spoglie di San Zoilo
Nel 613, sotto il regno di Sisebuto, il vescovo di Cordova Agapito II ebbe la rivelazione del nome del martire e del luogo in cui giaceva il suo corpo. Accompagnato da chierici e fedeli, scoprì le spoglie e le fece trasferire nella chiesa di San Justo, che, per onorare la memoria del martire, fu ampliata e da allora cambiò il titolo in quello di San Zoilo. Di questa chiesa di San Zoilo fu chierico, già nel IX secolo, Sant’Eulogio, che colloca il tempio nel centro della città.
Atto del martirio di San Zoilo
Il monaco Usuardo, che fu a Cordova nell’858, include Zoilo nel suo Martirologio facendo espressa menzione dell’apparizione ad Agapito II, e da questo dato Henschen deduce che anche l’Atto del martirio fu rivelato al vescovo Agapito o Agapio. In seguito il Cerratense raccoglie questo racconto nel XIII secolo e il P. Flórez lo include in España Sagrada, ma contesta la teoria che l’atto di Zoilo sia tardivo.

Dal citato Atto, almeno letterariamente posteriore, deriva la leggendaria caratterizzazione di Zoilo e del suo martirio: Zoilo era un giovane di famiglia illustre che manifestava pubblicamente il suo zelo cristiano. Denunciato al giudice, questi lo considerò il più qualificato tra gli altri detenuti e cercò di farlo apostatare perché il suo esempio trascinasse gli altri. Tra giudice e giudicato si instaura un dialogo (giunto fino a noi pieno di pie ingenuità) in cui Zoilo rifiuta le lusinghe, afferma la sua fede e cerca di evangelizzare il suo giudice. Il giudice lo fa flagellare senza che la tortura abbia effetto, e allora un carnefice ha l’idea di estrargli i reni dalla schiena, senza che neppure questo nuovo supplizio lo uccida. Disperato, il giudice sguaina la propria spada e gli taglia la testa. Subito dopo fa sgozzare gli altri arrestati e ordina che tutti siano sepolti tra i pagani, perché gli altri cristiani non ne ritrovino i corpi. Sul numero e l’identità di questi altri martiri sono sorti dubbi, poiché dal confronto dei martirologi storici risultano 20 o 21, e tra i nomi citati ci sono coincidenze con quelli attribuiti ai figli di Santa Sinforosa. Il P. Flórez raccoglie 20 nomi: Crescente, Giuliano, Nemesio, Fratria, Primitivo, Giustino, Stateo, Novaziano, Clemente, Marcellino, Zedino, Felice, Venusto, Marcello, Italica, Lello, Capitone, Tinno, Timarco o Tusco e Silvano.
Traslazione delle spoglie di San Zoilo
Nell’XI secolo il conte di Carrión, Gómez Díaz, trasferì le spoglie del martire da Cordova al monastero benedettino di San Juan Bautista a Carrión de los Condes, che da allora si chiamò Monasterio de San Zoilo. Il Cerratense enumera i prodigi della traslazione e i miracoli noti di Zoilo, trascritti da Flórez. Il Breviario mozarabico conserva un inno gotico che, glorificando Zoilo, dice:
«Martyrum nulli remanente vita,
Contigit terris habitare nostris;
Solus tu morti propriae superstes
Vivis in Orbe».
San Zoilo patrono
Attualmente San Zoilo è il patrono della città di Carrión de los Condes, nella Provincia di Palencia, anche se le feste patronali in suo onore non si celebrano il 27 giugno ma in agosto: il giorno principale delle feste (il giorno di San Zoilo) è il penultimo lunedì di agosto. L’atto più importante di quel giorno è la processione del santo, portato dai quintos (i giovani di leva) del paese.
È anche il patrono di altre località:
- Morañega de Flores de Ávila (Ávila), la cui festa si celebra ogni anno il 27 giugno.
- Escalona del Prado (Segovia), dove spicca la chiesa di San Zoilo, che ne celebra la festa il 27 giugno.
- Sansol, nella Comunità Forale di Navarra, che celebra le feste in onore di questo santo e della Virgen de Nievas il secondo fine settimana di agosto.
San Zoilo
| Nascita | III secolo, Cordova |
|---|---|
| Morte | 304 |
| Canonizzazione | Santo |
| Festa | 27 giugno |
| Attributi | Spada in mano e una corona d’alloro o di fiori che a volte gli viene posta da un angelo. |
| Venerato in | Carrión de los Condes (Provincia di Palencia) e Sansol (Comunità Forale di Navarra) |
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