Santa Quiteria (dal francese Quitterie; in portoghese Quitéria) fu una vergine e martire del II secolo (V secolo secondo altre tradizioni) di cui poco si sa, al di là del nome e del culto.
Compariva già nel Martirologio Geronimiano e il suo nome deriva da Kythere o Kuteria, che significa ‘la rossa’.
Tradizione e culto di Santa Quiteria
La leggenda parla di Quiteria come di una delle nove figlie che Calsia, moglie dell’allora governatore romano di Braga, Lucio Castelio Severo, ebbe da un solo parto. Ripudiate dalla famiglia appena nate, Quiteria e le sue sorelle (Librada, Marina, Vittoria, Germana, Eufemia, Marciana, Genibera e Basilia) furono adottate in segreto da cristiani del luogo ed educate nella loro fede. Perseguitate e minacciate, le giovani furono costrette a fuggire in luoghi diversi, e alla fine tutte subirono il martirio.
Si ritiene che Quiteria sia vissuta dapprima ritirata sui monti, per poi percorrere gran parte della Hispania e arrivare perfino nel sud della Gallia, tornando poi in Hispania, fino alla città di Marjaliza (nell’attuale provincia di Toledo), dove avrebbe trovato la morte quando era appena una bambina.
Tradizionalmente le sono stati attribuiti miracoli di guarigione legati alla rabbia, credenza che la leggenda fa risalire al fatto che i cani si calmavano sempre in presenza di Quiteria. Parte delle sue reliquie è venerata a Marjaliza (Toledo), Burlada e Tudela (Navarra) e Lanuza (Huesca).
Iconografia di Santa Quiteria
È rappresentata con la testa tra le mani. Il suo attributo nel XV secolo è un diavolo in forma umana, tenuto con una catena al collo. Dal secolo successivo è un cane rabbioso con la lingua fuori dalla bocca. A volte sono uno o due cani che, con la testa china, stanno in atteggiamento sottomesso. Un taglio al collo, le catene e la spada o il coltello si riferiscono al martirio, simboleggiato dal ramo di palma che porta.

È possibile che mostri anche un giglio, simbolo della verginità, per averla conservata fuggendo di casa quando il padre voleva darla in sposa a un giovane pagano.
Cartografia quiteriana
Secondo Louis Réau, il centro principale del culto di Santa Quiteria è la Guascogna, dove di solito forma coppia con Santa Librada (Liberata). Ad Aire-sur-l’Adour, località che afferma di conservarne le reliquie, c’è una cappella a lei dedicata nella chiesa di Sainte-Eulalie, a Bordeaux. A Saint-Laurent-d’Arce (Gironda), nella cappella di Magrigne, si svolge un pellegrinaggio in sua memoria. È venerata anche in Normandia, nella diocesi di Rouen. Louis Réau afferma che il culto di Santa Quiteria in Spagna fu introdotto dal vescovo Bernardo di Agen, che fece della santa la patrona della sua sede episcopale, la città di Sigüenza.
Santa Quiteria è venerata in diversi luoghi della penisola iberica:
| Province | Paesi |
|---|---|
| Albacete | Casas de VesJorquera, Elche de la Sierra, Barrax, Higueruela, Mora de Santa Quiteria |
| Badajoz | La Nava de Santiago |
| Barcelona | Vilanova del Vallés |
| Castellón | Torás, Almazora |
| Cuenca | Puebla del Salvador, Huete, Rozalén del Monte, Fuentelespino de Moya, Tébar, Cabrejas, Olmeda de la Cuesta, Albalate de las Nogueras |
| Ciudad Real | Puebla de Don Rodrigo, Los Pozuelos de Calatrava, Alcoba de los Montes, Fuente el Fresno, Santa Quiteria, Manzanares, La Solana, Alcázar de San Juan |
| Guadalajara | Ablanque, Aguilar de Anguita, Peralveche |
| Huesca | Biscarrues, Lanuza, Tardienta, Sena, Agüero |
| Jaén | Sorihuela del Guadalimar |
| Madrid | Alpedrete |
| Navarra | Burlada e Tudela |
| Soria | Somaén |
| Toledo | Marjaliza, Minas de Santa Quiteria |
| Tarragona | Bonastre |
| Valencia | Calles, Albalat dels Sorells |
| Zaragoza | Alhama de Aragón, Embid de Ariza, Cetina, Bubierca, Fuentes de Jiloca, La Almolda, Lacorvilla, Paniza, Salillas de Jalón, Vistabella de Huerva |
| Teruel | Castelvispal, Cubla, Celadas, Cascante del Río, Hoya de la Carrasca (Arcos de las Salinas), Samper de Calanda, Torrevelilla, Cedrillas |
| Almería | María |
Santa Quiteria
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