San Giovanni di Sahagún, O.E.S.A. (Sahagún, 24 giugno 1430 – Salamanca, 11 giugno 1479), fu un sacerdote ed eremita agostiniano spagnolo, canonizzato dalla Chiesa cattolica.
Biografia di San Giovanni di Sahagún
Il suo nome di battesimo era Juan González del Castrillo. Era il maggiore di sette fratelli, figlio di Juan González del Castrillo e Sancha Martínez, una coppia benestante. Fece i primi studi nel Monastero Reale di San Benito di Sahagún. Dopo aver ricevuto la tonsura, primo dei gradi clericali, ottenne la protezione del vescovo di Burgos Alfonso de Cartagena, che ne supervisionò l’educazione nella città di Burgos e lo nominò segretario canonico della Cattedrale di Burgos.
Il vescovo di Salamanca tra il 1885 e il 1904, Tomás Cámara y Castro, pubblicò nel 1891 una biografia su San Giovanni di Sahagún intitolata Vida de san Juan de Sahagún del Orden de San Agustín, patrono de Salamanca (Salamanca, Imprenta Calatrava, 1891).
La vita a Salamanca di San Giovanni di Sahagún
Dopo essere stato collegiale del Colegio Mayor de San Bartolomé, si fece frate agostiniano nel convento che l’Ordine aveva a Salamanca.
Fu noto per il suo intervento nella vita della città e il suo maggior successo fu riuscire a placare la contesa che opponeva due fazioni di famiglie nobili che da quarant’anni si combattevano a Salamanca, con morti violente da entrambe le parti (la Plaza de los Bandos di Salamanca commemora questi fatti).
Di lui si ricordano a Salamanca due miracoli: raccontano le cronache che un bambino cadde in un pozzo profondo, ma Giovanni gettò il suo cingolo, che arrivò fin dove il bambino poté afferrarlo. Allora il santo fece salire il livello dell’acqua finché il bambino raggiunse la superficie. Il miracolo è ricordato nel nome della via in cui avvenne: Pozo Amarillo. L’altro miracolo narra che un toro da combattimento era scappato per le vie di Salamanca seminando il terrore. Giovanni lo fermò e lo ammansì dicendogli: “Tente, necio” (Fermati, sciocco). La via in cui accadde si chiama oggi Tentenecio.
Si dice di lui che con le sue preghiere liberò Salamanca dalla peste del tifo nero. Morì di morte violenta. Si racconta che un commendatore della città avesse un’amante. Ascoltando le prediche di Giovanni di Sahagún nella chiesa di San Blas, decise di allontanarsi dalla sua amata, la quale, indispettita, minacciò di togliere la vita a San Giovanni prima della fine dell’anno. Alcuni dicono che fece avvelenare il cibo del santo. Altri, che assoldò un sicario perché lo pugnalasse con uno stiletto intinto nel veleno. Comunque sia, morì avvelenato a 50 anni.

Le sue spoglie sono oggi sepolte nella Cattedrale Nuova di Salamanca, anche se ci sono sue reliquie a Sahagún e in vari altri luoghi del mondo.
Canonizzazione di San Giovanni di Sahagún
Fu beatificato da papa Clemente VIII nel 1601. Fu canonizzato da papa Alessandro VIII nel 1691 e la sua festa si celebra il 12 giugno. È patrono sia della cittadina di Sahagún sia di Salamanca. È patrono di Salamanca dal 1868 e della sua città natale Sahagún, che gli dà il soprannome.
San Giovanni di Sahagún è anche patrono della città colombiana di Sahagún.
Collegamenti correlati
- La Chiesa di San Juan de Sahagún a Sahagún è costruita sul luogo della casa di famiglia. Accanto si trova la sede della Hermandad de San Juan de Sahagún.
- Nella Cattedrale di Burgos esiste una cappella dedicata a San Giovanni di Sahagún.
- A Salamanca, vicino alla Plaza Mayor, si trova la Chiesa di San Juan de Sahagún.
- Salamanca (Spagna)
- Sahagún (Provincia di León, Spagna)
- Sahagún (Colombia)
San Giovanni di Sahagún
Vedi anche:


