Sahagún, la «Cluny spagnola»
Il borgo nacque tra i fiumi Cea e Valderaduey, accanto a un santuario dei martiri Facondo e Primitivo. Nell’XI secolo, con Alfonso VI, il monastero di San Benito adottò la riforma dell’Ordine di Cluny e divenne il più potente del regno. Alla sua ombra crebbe un borgo di mercanti e artigiani arrivati da tutta Europa per la via giacobea.
Oggi Sahagún è conosciuta soprattutto per il suo romanico in mattoni, che ha qui i suoi esempi migliori: le chiese di San Tirso e San Lorenzo, l’arco di San Benito con le rovine del monastero e il Santuario della Virgen Peregrina, nella parte alta del borgo. La sua Settimana Santa è l’altro grande appuntamento dell’anno.
Sahagún fa parte della Federazione Europea dei Siti Cluniacensi e, dall’estensione del 2015, figura come elemento associato nella dichiarazione UNESCO dei Cammini di Santiago.
Sahagún sul Cammino
Sul Cammino Francese, Sahagún si trova quasi a metà percorso tra i Pirenei e la Cattedrale di Santiago, a Santiago de Compostela. Già il Codice Callistino la citava nel XII secolo come luogo di passaggio, e nel santuario della Peregrina si può chiedere la «mezza credenziale» che certifica di essere arrivati a metà del Cammino.
Per i pellegrini ci sono diversi ostelli: il municipale Cluny, dentro l’antica chiesa della Trinidad, quello delle madri benedettine e altri privati.
Cosa vedere a Sahagún?
Il nome
Il nome viene dai santi Facondo e Primitivo, martirizzati intorno al 304 e gettati nel fiume Cea. Sul loro sepolcro fu costruita una chiesa che le fonti chiamano Sanctus Facundus, Sant Fagunt o Safagun; con la perdita della «f» iniziale, tipica del castigliano, rimase Sahagún.
Storia
Origen fundacional de Sahagún
Nei pressi c’era la mansio romana di Camala, sulla strada che univa Legio (León) alla Gallia. Il primo santuario dei martiri fu distrutto più volte nelle razzie musulmane, e all’inizio del X secolo Alfonso III lo affidò ad alcuni monaci arrivati da Cordova che lo trasformarono in monastero.
Siglo XI
Alfonso VI ebbe un rapporto speciale con il luogo: sconfitto dal fratello Sancho, vi fu rinchiuso come monaco prima di fuggire a Toledo, e una volta re, sposato con Costanza di Borgogna, sostenne l’arrivo di Cluny e del rito romano. L’abate Bernardo, venuto dalla Francia, finì per diventare arcivescovo di Toledo nel 1086. Alfonso VI volle essere sepolto a Sahagún.
Il 25 novembre 1085 il re diede al borgo un fuero molto favorevole che attirò abitanti: franchi, guasconi, borgognoni, lombardi, ebrei e mudéjares convissero in uno dei borghi più attivi della Spagna medievale, con mura e moneta propria.
Quella convivenza non fu sempre facile: le rivolte dei borghesi contro il potere dell’abate, nei secoli XII e XIII, sono tra le meglio documentate del Regno di León grazie alle Cronache anonime di Sahagún.
Siglo XII
Nel suo momento migliore il monastero controllava quasi un centinaio di monasteri, priorati e chiese, dal Cantabrico fino a Segovia.
Siglo XIII en adelante
Fu anche un centro di studi: ebbe un collegio universitario dal 1403 e un’università dal XVI secolo, che all’inizio del XVII si trasferì al monastero di Irache, in Navarra.
La decadenza fu lenta e la desamortización di Mendizábal, nell’Ottocento, mise fine al monastero, di cui oggi restano solo l’arco, la torre e la cappella di San Mancio.
Nel dicembre 1808, durante la Guerra d’Indipendenza, la cavalleria britannica sconfisse qui quella francese nella battaglia di Sahagún.
All’alba del 14 aprile 1931 Sahagún fu tra le prime località della Spagna, dopo Éibar, a proclamare la Seconda Repubblica.
Gastronomia
Il prodotto di punta è il porro di Sahagún, coltivato nelle piane del Cea, che secondo la tradizione portarono i monaci e che ha un proprio marchio di garanzia.
Sono tipici anche il lechazo arrosto, i legumi, le cosce di rana e, come dolce, gli amarguillos, i canutillos alla crema e le orejuelas.
Sahagún
| Paese | Spagna | |
|---|---|---|
| • Com. autonoma | Castiglia e León | |
| • Provincia | Provincia di León | |
| • Comarca | Tierra de Sahagún | |
| • Distretto giudiziario | Sahagún | |
| • Mancomunità | Sahagún-Villada | |
| Posizione | 42°22′16″N 5°01′59″O | |
| • Altitudine | 813 m | |
| Superficie | 123,64 km² | |
| Nuclei di popolazione | Arenillas de Valderaduey, Celada de Cea, Galleguillos de Campos, Joara, Riosequillo, Sahagún, San Martín de la Cueza, San Pedro de las Dueñas, Sotillo de Cea, Villalebrín e Villalmán | |
| Popolazione | 2456 ab. (2023) | |
| • Densità | 21 ab./km² | |
| Nome degli abitanti | sahagunense, sahagunés, sahagunesa | |
| Codice postale | 24320 | |
| Prefisso telefonico | 987 | |
| Patrono | San Giovanni di Sahagún (12 giugno) | |
| Patrona | Virgen Peregrina | |
| Sito web | www.aytosahagun.es | |












