Manjarín

Cosa c’è a Manjarín

Manjarín è un villaggio disabitato del comune di Santa Colomba de Somoza, nella Maragatería, nella Provincia di León, sul Cammino Francese.

Pochi chilometri dopo la Cruz de Ferro, a quasi 1.460 metri, compaiono le rovine di questo antico paese di montagna che visse del bestiame e del passaggio dei pellegrini e che a metà Novecento fu abbandonato del tutto. La sua fama moderna la deve a una sola persona: nel 1993 Tomás Martínez de Paz, che si presentava come erede dei templari, vi aprì un rifugio senza luce né acqua corrente, con la sua campana per accogliere i viandanti e un palo pieno di frecce con le distanze verso città di mezzo mondo. Quel rifugio, uno dei luoghi più singolari del Cammino, ha funzionato fino al 2022. Oggi Manjarín è soprattutto un punto di riferimento del paesaggio, alle porte del punto più alto del Cammino Francese e della lunga discesa verso El Acebo.

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Qui non ci sono ancora alloggi registrati. I più vicini sono a El Acebo, a 8,2 km.

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Distanze da Manjarín

Da Manjarín a El Acebo ci sono circa 8,2 km.

Fino a Riego de Ambrós sono circa 11,7 km.

E fino alla Cattedrale di Santiago de Compostela, a Santiago de Compostela, mancano circa 233,5 km.



Manjarín oggi

A circa 1.460 metri, nel comune di Santa Colomba de Somoza, Manjarín è un paese disabitato sulla discesa dalla Cruz de Ferro. Per i pellegrini del Cammino Francese è una delle soste più singolari del percorso, per il rifugio che ha tenuto vivo il luogo per decenni.

Storia

La sua origine si collega di solito al ripopolamento dei monti di León nei secoli IX e X e all’opera di Gaucelmo, l’eremita che alla fine dell’XI secolo fondò l’ospedale di Foncebadón.

Come Foncebadón, Manjarín nacque legato all’accoglienza: qui c’era un ospizio per i pellegrini che attraversavano il monte Irago, uno dei passaggi più duri del Cammino.

Manjarín e il Cammino

Per secoli i pellegrini diretti alla Cattedrale di Santiago, a Santiago de Compostela, trovarono qui riparo in piena montagna, con neve e nebbia frequenti.

Dopo essere rimasto vuoto nel Novecento, il paese rivisse nel 1993 con il rifugio di Tomás, che si presentava come «l’ultimo templare»: un ostello rustico, senza luce né acqua corrente, con una campana per accogliere i camminatori, bandiere di tutto il mondo e cartelli con le distanze da città lontane. Il rifugio ha chiuso nel 2022.

Il paesaggio

Manjarín si trova sul versante del monte Irago che scende verso il Sil, tra pendii di erica e ginestra, con inverni durissimi che spiegano l’abbandono del paese.

Nella zona ci sono resti dell’estrazione romana dell’oro.

Patrimonio e devozioni

Tra le rovine resta il ricordo delle sue devozioni, San Rocco e Nostra Signora dell’Assunzione, e del suo ruolo di luogo di accoglienza al confine tra la Maragatería e il Bierzo.

L’abbandono

Come tanti paesi di montagna della Provincia di León, Manjarín si svuotò a metà del Novecento per l’isolamento e la mancanza di servizi.

Manjarín oggi

Anche se il rifugio non funziona più, il luogo resta un punto di passaggio molto ricordato: le rovine, i cartelli e la vista sulle montagne fanno sì che molti pellegrini si fermino qualche minuto.

Cammino di Santiago Francese
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