Video Tappa 29: Palas de Rei a Arzúa | Cammino Francese con Jhonatan Barrios
Video Tappa 29: Palas de Rei a Arzúa | Cammino di Santiago Francese con Jhonatan Barrios
Jhonatan Barrios invita i suoi lettori a seguire la sua traversata della Tappa 29 del Cammino di Santiago, che copre il tratto tra Palas de Rei e Arzúa. Questo percorso di 28,5 chilometri, realizzato tra il 26 aprile e il 26 maggio 2022, offre un’immersione completa nella bellezza e nella sfida di questo iconico cammino.
Durante la traversata, Jhonatan Barrios e il suo gruppo hanno vissuto l’impressionante bellezza dei boschi incantati che circondano Arzúa. La decisione di fermarsi in un paese intermedio è stata presa in base alla stanchezza accumulata e alle condizioni meteo, notoriamente mutevoli in Galizia. Lungo il cammino hanno scoperto pittoreschi paesi che conservano ancora vestigia di antiche strade romane, aggiungendo un tocco storico al loro viaggio.
A Melide, famosa per le sue pulperías, non hanno perso l’occasione di assaggiare il rinomato polpo alla galiziana, apprezzando in particolare l’esperienza alla Pulpería A Garnacha. Dopo aver affrontato la pioggia e superato le ripide salite e discese del tragitto, sono finalmente arrivati all’ostello esausti ma soddisfatti, pronti a riposare e prepararsi per la tappa successiva.
Il Cammino di Santiago e il Cammino di Santiago Francese hanno offerto a Jhonatan Barrios e al suo gruppo esperienze indimenticabili, che lui desidera condividere con i suoi follower. Invita tutti a unirsi a questo viaggio pieno di avventure e scoperte nell’affascinante terra di Galizia.
Tappa 29: Palas de Rei a Arzúa con Jhonatan Barrios
La Tappa 29 del Cammino Francese: una giornata da Palas de Rei ad Arzúa
Il Cammino di Santiago, con la sua ricca storia e la sua bellezza ineguagliabile, presenta una serie di sfide e ricompense per i pellegrini che si imbarcano in questa avventura spirituale e fisica. La tappa 29, che va da Palas de Rei ad Arzúa, è una delle più lunghe ed esigenti del tratto galiziano. Questo percorso di circa 30 chilometri offre una combinazione di paesaggi incantevoli, paesi storici e l’opportunità di riflettere sul viaggio fino alla fine. Jhonatan Barrios, un pellegrino che affronta questa tappa, condivide la sua esperienza lungo una giornata piena di sfide e scoperte.
La partenza da Palas de Rei
Un inizio freddo e nebbia mattutina
La giornata inizia presto a Palas de Rei, un tranquillo paese galiziano che funge da punto di partenza per questa ardua tappa del Cammino Francese. Jhonatan Barrios esce dall’ostello Zendoira, affrontando la nebbia mattutina e il freddo che caratterizza le prime ore del giorno. Questa atmosfera invernale aggiunge uno strato di mistero al paesaggio, avvolgendo i sentieri in un’aura quasi magica.
Lungo il percorso, Jhonatan e i suoi compagni pellegrini affrontano una giornata di 25,5 chilometri, una distanza che, unita alle condizioni meteorologiche mutevoli, promette di mettere alla prova la loro resistenza e determinazione. La prima parte del viaggio si svolge in un ambiente naturale impressionante, caratterizzato da boschi fitti e verdi che sembrano usciti da una fiaba.
La bellezza dei boschi incantati
Con l’avanzare della giornata, il gruppo si addentra nei boschi galiziani, dove l’ambiente naturale offre un sollievo tanto visivo quanto emotivo. I sentieri circondati da alberi alti, coperti di muschio e avvolti nella nebbia, offrono un rifugio tranquillo e contemplativo. Questa esperienza permette ai pellegrini di staccarsi dal frastuono della vita quotidiana e di connettersi con l’essenza della natura.
I boschi incantati della Galizia, con i loro sentieri tortuosi e la vegetazione rigogliosa, sono una delle caratteristiche più memorabili del Cammino in questa regione. Ogni passo rivela nuove sfumature della bellezza naturale della Galizia, creando un’esperienza immersiva che va oltre il semplice atto di camminare.
Sosta a San Julián: storia e cultura locale
L’importanza degli hórreos galiziani
Dopo diverse ore di cammino, Jhonatan e il suo gruppo arrivano al piccolo borgo di San Xiao do Camiño. Questo pittoresco luogo si distingue per i suoi tradizionali hórreos, strutture tipiche della Galizia usate per conservare il grano. Gli hórreos, con il loro design caratteristico, sono sollevati su pilastri per proteggere gli alimenti da umidità, insetti e roditori. Questi edifici non sono solo funzionali, ma rappresentano anche un importante elemento del patrimonio architettonico galiziano.
La Chiesa di San Julián: un legame con la storia
A San Julián i pellegrini trovano anche la chiesa locale, un edificio storico fondato nel XII secolo e ricostruito nel XVIII. Questo luogo sacro offre un respiro spirituale e un’occasione per riflettere sul cammino percorso. La chiesa, con la sua architettura romanica e la sua storia, è testimonianza della profonda tradizione religiosa della regione e dell’importanza del Cammino di Santiago nella vita locale.
Il passaggio per O Coto e O Leboreiro: un viaggio attraverso la storia
L’arrivo a O Coto
La destinazione successiva sul percorso di Jhonatan è O Coto, il primo abitato della provincia della Coruña. Questo piccolo paese segna un cambiamento nel paesaggio e nella storia del Cammino. O Coto, con la sua atmosfera accogliente e i suoi abitanti gentili, è un promemoria della ricca storia che permea ogni angolo del Cammino di Santiago Francese.
O Leboreiro: tracce del passato romano
Proseguendo il tragitto, Jhonatan arriva a O Leboreiro, un borgo che si distingue per la sua antica strada romana. Questo tratto del cammino non è solo un esempio dell’ingegneria romana, ma anche un legame tangibile con il passato. La chiesa romanica del XII secolo di O Leboreiro è un altro punto d’interesse, che offre ai pellegrini una visione più profonda della storia religiosa della regione.
L’esperienza con i cani pellegrini
Un aspetto curioso e tenero del Cammino è la presenza di pellegrini che viaggiano accompagnati dai loro cani. Anche se non tutti gli ostelli accettano animali, quelli che lo fanno offrono un prezioso servizio ai viaggiatori a quattro zampe. Jhonatan osserva come alcuni pellegrini avanzino insieme ai loro fedeli compagni canini, aggiungendo un elemento di cameratismo e solidarietà al viaggio.
Una sosta lungo il Cammino: Melide e il polpo alla galiziana
La gastronomia sul Cammino: una tappa obbligata
Uno dei momenti più attesi dai pellegrini è l’opportunità di gustare la gastronomia locale. A Melide, Jhonatan si ferma per assaggiare il famoso polpo alla galiziana, un piatto tradizionale della Galizia che è una vera festa per i sensi. La pulpería A Garnacha, nota per l’eccellente preparazione del polpo, diventa il luogo ideale per una pausa ben meritata.
Il polpo alla galiziana, servito con olio d’oliva, sale grosso e paprika, è una delizia da non lasciarsi sfuggire. Accompagnato da una conversazione animata con altri pellegrini, questo pranzo a Melide è un’occasione per ricaricare le energie e condividere esperienze con chi sta facendo lo stesso viaggio.
Incontri con altri pellegrini a Melide
La sosta a Melide permette a Jhonatan anche di ritrovare vecchi amici e fare nuove conoscenze. L’interazione con altri pellegrini è una parte fondamentale dell’esperienza del Cammino, e questi momenti d’incontro e conversazione arricchiscono il viaggio in modo significativo.
Arrivo ad Arzúa: un traguardo vicino e il meritato riposo
L’ultimo sforzo: da Ribadiso ad Arzúa
Con lo stomaco pieno e le forze rinnovate, Jhonatan continua il viaggio verso Arzúa. Il tratto finale include l’attraversamento di un ponte medievale a Ribadiso, una pietra miliare storica che rappresenta la vicinanza alla fine di questa lunga tappa. Anche se la stanchezza comincia a farsi sentire, il panorama e la vicinanza della destinazione finale offrono la spinta necessaria per arrivare alla meta.
La decisione di riposare invece di continuare
Arrivato alla periferia di Arzúa, Jhonatan si trova di fronte a una decisione: proseguire fino al centro del paese o fermarsi in un ostello vicino per riposare. Opta per la seconda, scegliendo l’ostello Milpes, che offre una serie di comodità per un riposo ristoratore. L’ostello dispone di una sala da pranzo, bagni, una lavanderia e scaffali per lasciare le scarpe, fornendo tutto il necessario per una notte tranquilla.
Preparazione per l’ultima tappa
Completata la tappa 29, Jhonatan si prende il tempo necessario per rilassarsi e prepararsi alla giornata successiva. La notte all’ostello Milpes è un’occasione per recuperare le forze e riflettere sul cammino percorso. La vicinanza di Arzúa segna la fine di una tappa significativa e l’inizio dell’ultima parte del viaggio verso la Cattedrale di Santiago de Compostela nella città di Santiago de Compostela.
Riflessioni finali della Tappa 29 del Cammino Francese: il valore del Cammino
Un viaggio trasformativo
Il Cammino di Santiago, soprattutto nella sua tappa 29, è più di un semplice percorso fisico; è un’esperienza trasformativa che sfida e arricchisce chi lo attraversa. Ogni chilometro percorso è un’opportunità per riflettere, connettersi con la natura e con altri pellegrini, e scoprire nuove sfaccettature di sé stessi.
Il significato del riposo e della comunità
Il riposo ad Arzúa e l’interazione con altri pellegrini evidenziano l’importanza della comunità e del sostegno reciproco sul Cammino. Questi momenti di pausa permettono ai pellegrini di recuperare le forze e prepararsi mentalmente alla fine del viaggio, sottolineando il valore di ogni tappa del Cammino.
La meta finale: Santiago de Compostela
Con la fine della tappa 29 in vista, Jhonatan e i suoi compagni pellegrini si preparano ad affrontare gli ultimi chilometri verso Santiago de Compostela. Il culmine di questo viaggio epico non rappresenta solo l’arrivo a una destinazione fisica, ma anche il compimento di un’odissea personale piena di sfide, insegnamenti e momenti memorabili.
La tappa 29 del Cammino Francese è una traversata che unisce sforzo fisico, bellezza naturale ed esperienze culturali. Per Jhonatan Barrios, come per molti pellegrini, questo tratto del cammino è un riflesso dell’essenza stessa del Cammino di Santiago: una prova di resistenza e un’opportunità di esplorazione interiore e di connessione con gli altri. A ogni passo, i pellegrini si avvicinano non solo alla loro destinazione finale, ma anche a una comprensione più profonda di sé stessi e del mondo che li circonda.










