Iglesia de Nuestra Señora del Manzano Castrojeriz
Chiesa · Tappa 14

Iglesia de Nuestra Señora del Manzano Castrojeriz

Colegiata de Nuestra Señora del Manzano Castrojeriz

La Colegiata de Nuestra Señora del Manzano —conosciuta anche come Santa María del Manzano— si trova nella cittadina giacobea di Castrojeriz (Provincia di Burgos, Castiglia e León), ai piedi del colle coronato dal Castello di Castrojeriz e in pieno tracciato del Cammino di Santiago Francese. Dichiarata Bene di Interesse Culturale il 25 aprile 1974, fa parte dell’inventario associato all’ampliamento UNESCO del 2015 (“Cammini di Santiago de Compostela: Cammino Francese e Cammini del Nord della Spagna”). Il tempio attuale cominciò a essere eretto nel 1214 per iniziativa di Berenguela di Castiglia, figlia di Alfonso VIII e madre di Ferdinando III.

Da abbazia medievale a collegiata signorile: sintesi storica

La tradizione documentale lega il luogo a una fondazione altomedievale con privilegi concessi dal conte García Fernández (974), figura chiave nel ripopolamento del corridoio Odra–Pisuerga. Nel corso dei secoli, l’istituzione attraversò fasi decisive:

  • Secoli XI–XII: aggregazione a San Millán de la Cogolla e, più tardi, legame con la cattedrale di Burgos durante il regno di Alfonso VII.
  • 1173: secolarizzazione e abbandono della regola benedettina.
  • 1214: impulso costruttivo gotico sotto Berenguela di Castiglia.
  • Fine XV–XVI sec.: riforme parziali (volte, rosone).
  • XVIII secolo: grande campagna di lavori (testata, torre, coperture, sacrestie, cappella della Virgen del Manzano, cripta comitale e coro), con l’intervento dell’architetto Juan de Sagarvinaga.

Architettura esterna: portali, torre e rosone magistrale

L’edificio, in pietra da taglio ben squadrata, presenta una lettura stratigrafica degli stili:

  • Portale occidentale (gotico): arco strombato con archivolti e tondini su basi e capitelli a motivi vegetali. Negli stipiti, due sculture del XIII secolo rappresentano la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele sotto baldacchini.
  • Rosone: pezzo di spicco della facciata principale; mostra Dio benedicente circondato dagli apostoli, con i simboli degli evangelisti, teste di angeli e lo stemma del donatore.
  • Portale sud (rinascimentale): compone l’accesso laterale con linguaggio classicista.
  • Torre: base romanica rinforzata e cella campanaria aggiunta nel 1746.
  • Testata: l’abside primitiva scomparve nel XVIII secolo e fu sostituita da una cappella maggiore rettangolare di ampie proporzioni.

Spazio interno: tre navate, luce gotica e memoria romanica

La pianta sviluppa tre navate e cinque campate, con quella centrale —di ≈17 m di altezza— sopraelevata rispetto alle laterali in proporzione 2:1. Anche se il linguaggio complessivo è gotico, persistono archi longitudinali tardo-romanici nelle navate minori, il che sottolinea la transizione stilistica. Le volte in pietra articolano un ritmo unitario che favorisce la lettura liturgica e l’esposizione delle pale.

Pale e pittura: Mengs, Maella e Bayeu sul Cammino di Santiago

Il programma degli arredi conserva un catalogo eccezionale:

  • Pale antiche: Cristo Crocifisso (fine XVI sec.) e Santiago Apóstol (XVII sec.).
  • Pala maggiore (1760, mecenatismo dei conti di Ribadavia): ciclo pittorico con L’Annunciazione —opera di Anton Raphael Mengs— e scene attribuite a suoi discepoli come Mariano Salvador Maella e Francisco Bayeu (Visitazione, Natività, Presentazione, Gesù tra i dottori, coronamento con San Giovanni Battista).
  • Coro alto (ca. 1776): stalli dall’intaglio fine, leggio e grata rinascimentale di chiusura.
  • Organo neoclassico (ca. 1790): strumento dalla cassa sobria e dalla sonorità liturgica.
  • Retrocoro: tela della Vergine delle Ciliegie, attribuita a Pieter Pourbus.

Cappella della Virgen del Manzano: devozione e barocco castigliano

La Cappella di Nuestra Señora del Manzano (XVIII sec.), opera di Juan de Sagarvinaga, riunisce:

  • Pala centrale barocca dorata da Martínez del Barranco (discepolo di Mengs), che ospita l’immagine titolare.
  • Pale collaterali attribuite a Francisco Díez de Mata, con sculture provenienti dallo scomparso Monasterio de San Antón.
  • Immagine della Virgen del Manzano: scultura policroma in pietra; la Vergine, con tunica azzurra stellata e manto raccolto, porta il Bambino sul braccio sinistro e con la destra gli accarezza il piede nudo; il cammeo con la “T” sul petto e la corona regale ne sottolineano l’iconografia.
  • Cantigas de Santa María di Alfonso X che alludono a Castrojeriz (nn. 242, 249, 252 e 266), testimonianza letteraria del suo prestigio devozionale.

Il sepolcro della regina Leonor di Castiglia: memoria cortigiana

Accanto al battistero si conserva un sepolcro gotico attribuito a Leonor di Castiglia (1307–1359), figlia di Ferdinando IV e sorella di Alfonso XI, assassinata nel 1359. La tomba —individuata nel 1970 dal Grupo de Misión Rescate— presenta una giacente femminile e si collega ad altre opere funerarie della metà del XIV secolo. La tradizione documentale ne colloca l’ubicazione primitiva accanto al lato del Vangelo dell’altare maggiore e il successivo trasferimento quando fu eretta la cripta comitale nel XVIII secolo. Esistono, tuttavia, rivendicazioni alternative (Seu Vella di Lleida e Las Huelgas di Burgos).

Itinerario di visita consigliato

  1. Facciata occidentale: lettura del rosone e dell’Annunciazione scultorea negli stipiti.
  2. Navate e volte: transizione romanico–gotico, ritmo di pilastri e capitelli.
  3. Pala maggiore: programma pittorico settecentesco incentrato su Mengs.
  4. Coro e organo: ambientazione musicale e grata storica.
  5. Cappella della Virgen del Manzano: immagine titolare e dorature barocche.
  6. Sepolcro della regina Leonor: iconografia funeraria e contesto cortigiano.
  7. Passeggiata esterna verso la via-cammino, con continuità verso San Antón e panoramica del castello.

Museo parrocchiale: tesoro giacobeo

Il complesso ospita un museo rivolto al pellegrino e al visitatore, con statuaria lignea (pezzi medievali tra cui spiccano sculture del XIV secolo), oreficeria, libri e pittura sacra. La selezione offre una lettura rapida dell’arte religiosa della comarca in dialogo con il Cammino di Santiago.

Consigli di visita e fotografia

  • Luce: mattina per l’interno (filtrata dolcemente dal rosone e dalle aperture), pomeriggio per facciate e texture.
  • Abbigliamento: scarpe comode; rispetto per la liturgia negli orari di culto.
  • Dintorni: abbinamento con San Antón (2 km) e salita al castello per viste a 360°.
  • Accesso: nucleo urbano di Castrojeriz, a piedi dalla via-cammino; segnaletica locale.

Dati chiave

  • Luogo: Castrojeriz (Burgos, Castiglia e León)
  • Stili: gotico con sopravvivenze romaniche; riforme rinascimentali e barocche
  • Cronologia: lavori iniziati nel 1214; grandi riforme nel XVIII sec.
  • Protezione: BIC (1974); elemento associato nell’ampliamento UNESCO (2015)

Iglesia de Nuestra Señora del Manzano Castrojeriz

La Iglesia de Nuestra Señora del Manzano Castrojeriz condensa in un solo recinto l’essenza del Cammino di Santiago Francese: arte gotica di alto livello, memoria cortigiana e una devozione mariana con eco letteraria nelle Cantigas. La sua fabbrica —tra l’eredità romanica e le riforme barocche— offre un percorso completo attraverso otto secoli di storia, dall’impulso di Berenguela di Castiglia al programma pittorico settecentesco intorno a Mengs. Situata ai piedi del colle del castello e a un passo dalla via-cammino, la visita permette di unire patrimonio e paesaggio in una stessa giornata: interno a tre navate, pala maggiore, cappella della Virgen del Manzano e sepolcro attribuito alla regina Leonor, per poi proseguire verso San Antón o salire al colle. Chi percorre Castrojeriz e si ferma nella Collegiata comprende, con serena chiarezza, perché questa pietra miliare è uno dei templi più significativi dell’itinerario giacobeo nella meseta castigliana.

Cammino di Santiago Francese
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