Codex Calixtinus
Il Codice Callistino (in latino Codex Calixtinus; fl. c. 1140-1181) è il nome proprio di un manoscritto miniato della metà del XII secolo che contiene il testo più antico del Liber Sancti Iacobi (c. 1140-1160).
Vi si raccolgono sermoni, inni, miracoli, racconti della traslazione dell’Apostolo, testi liturgici e brani musicali legati all’Apostolo Giacomo. Il quarto libro narra la scoperta della tomba da parte di Carlo Magno. Il quinto costituisce una sorta di guida per i pellegrini che seguivano il Cammino di Santiago Francese nel loro viaggio verso Santiago de Compostela, con consigli, descrizioni del percorso e delle opere d’arte e delle usanze locali delle genti che vivevano lungo il Cammino.
Il documento è custodito nella Cattedrale di Santiago de Compostela, nella Provincia della Coruña.
Liber Sancti Iacobi
Sebbene a volte il Liber Sancti Iacobi venga chiamato Codex Calixtinus, i due concetti non sono identici. Il Liber Sancti Iacobi rappresenta il contenuto del libro, di cui nel corso dei secoli furono copiati diversi manoscritti (unità di rilegatura a cui a volte sono stati dati nomi propri diversi), con un contenuto eterogeneo e variabile. Il più antico e notevole codice o manoscritto con il Liber Sancti Iacobi è noto con il nome proprio di Codex Calixtinus (c. 1140) ed è quello custodito nella Cattedrale di Santiago de Compostela.
La raccolta che conosciamo come Liber Sancti Iacobi fu redatta in epoche diverse e in modo indipendente, e potrebbe essere stata già configurata intorno al 1140.
Storia del Codice Callistino
Il Codice Callistino fu copiato da almeno quattro mani, due delle quali molto simili. L’autore principale è noto con il nome di Scriptor I. La paternità di Aymeric Picaud, sacerdote francese del XII secolo, è oggi controversa. L’opera si deve probabilmente alla scuola cattedrale o episcopale di Santiago, che accoglieva nel XII secolo maestri e studenti provenienti da vari paesi.
Il manoscritto originale constava di 27 quaderni: il primo era un quinione e gli altri quaternioni. Già in epoca antica si produssero cambiamenti in alcuni quaderni che alterarono la struttura del codice. In seguito, verso il XV secolo, andò perduto il foglio 220, che in origine sarebbe stato bianco e sarebbe appartenuto all’ultimo quaderno. Dovette perdersi anche un foglio, anch’esso bianco, che precedeva l’attuale foglio 1. Se così fosse, il manoscritto aveva, come d’uso, il primo e l’ultimo foglio bianchi a fungere da guardie.
Successivamente, forse durante la rilegatura realizzata alla fine del XII secolo, fu aggiunta alla struttura primitiva del codice una seconda appendice (Appendice II).
Il libro IV fu separato dal manoscritto nel 1609, il che comportò il maltrattamento dei quaderni 20, 21 e 24. I due volumi furono rilegati separatamente da Alonso Rodríguez León. Infine, il libro IV fu riaggiunto durante il restauro del 1966, che richiese diversi interventi sul manoscritto. Nello stesso restauro furono rifilati i fogli più grandi che sporgevano dagli altri.
Le annotazioni marginali lasciate nel manoscritto dai canonici di Compostela dimostrano che il codice fu usato e letto ininterrottamente almeno fino alla metà del XVI secolo. Tuttavia, sembra che all’inizio del XVII secolo il manoscritto abbia smesso di interessare, cadendo nell’oblio per molti anni.
Nella seconda metà del XIX secolo il manoscritto fu riscoperto dal canonico archivista della Cattedrale di Compostela, Antonio López Ferreiro. Tuttavia, fu reso noto pubblicamente dal gesuita Fidel Fita e da Aureliano Fernández Guerra. Nel 1879 si recarono a Santiago in un viaggio di studio e pellegrinaggio. L’anno seguente, nel 1880, pubblicarono un libro sul loro viaggio a Santiago (Recuerdos de un viaje a Santiago de Galicia), dedicando i capitoli X e seguenti alla descrizione e allo studio del Codex Calixtinus. Il libro includeva una fotografia dell’inno Dum Paterfamilias e una trascrizione del suo testo, oltre a diversi versi dell’inno Ad honorem Regis summi. Nel 1882 il P. Fidel Fita pubblicò l’ultimo libro del Codex — allora il libro IV — a Parigi.
Struttura del Codice Callistino
Il Codex Calixtinus consta di cinque libri e due appendici, per un totale di 225 fogli di pergamena scritti su entrambi i lati, di 295 x 214 mm. Salvo eccezioni, il testo è sempre su una colonna, con 34 righe per pagina.
La struttura del codice è la seguente:
Foglio Numerazione antica Libro Titolo in latino Descrizione f. 1 – 2v Lettera di papa Callisto II f. 2v – 139 Libro I Anthologia liturgica Libro delle Liturgie f. 139v – 155v Libro II De miraculi sancti Jacobi Libro dei Miracoli f. 156 – 162v Libro III Liber de translatione corporis sancti Jacobi ad Compostellam Traslazione del corpo a Santiago f. 163 – 191 f. 1 – 29
(volume separato)Libro IV L’Historia Karoli Magni et Rotholandi Conquiste di Carlo Magno f. 192 – 213v f. 163 – 184v Libro V Iter pro peregrinis ad Compostellam Guida del Pellegrino f. 214 – 219v f. 185 – 190v Appendice I Contiene opere polifoniche f. 220 f. 191 (scomparso) f. 221 – 225 f. 192 – 196 Appendice II È posteriore alla redazione originale del manoscritto
Il primo libro è di carattere liturgico, il secondo agiografico, il terzo e il quarto di natura storica e il quinto, che raggiunse maggiore celebrità, è una sorta di Guida per il pellegrino.
Codice Callistino – Lettera di papa Callisto II
Costituisce l’inizio del codice e ne occupa i primi due fogli. L’autore afferma di essere papa Callisto II e racconta come raccolse numerose testimonianze di miracoli compiuti dall’Apostolo Giacomo “percorrendo le crudeli terre e province per 14 anni”. Spiega anche come il manoscritto sia sopravvissuto a tutti i pericoli possibili, dagli incendi alle inondazioni. La lettera è indirizzata alla “santissima assemblea della basilica di Cluny” e a “Diego Gelmírez, arcivescovo di Compostela”.
Si ritiene che i copisti abbiano incluso questa lettera all’inizio del manoscritto per dare maggiore importanza al loro lavoro; l’intervento diretto del papa, già morto nel 1124, è del tutto da escludere.
Contenuto:
Foglio Contenuto 1 Prologo 1-2v Lettera di papa Callisto
Libro I del Codice Callistino — Libro delle Liturgie
(Anthologia liturgica)
Rappresenta quasi la metà dell’intero manoscritto e costituisce il nucleo del Liber. Contiene i seguenti elementi:
- 17 sermoni per le feste di San Giacomo
- 2 racconti del martirio dell’apostolo Giacomo
- 2 uffici: quello della vigilia della festa di San Giacomo (24 luglio) e quello delle feste di San Giacomo (25 luglio e 30 dicembre).
- 2 messe per gli stessi giorni: Messa della Vigilia di San Giacomo (24 luglio) e Messa della festa di San Giacomo (25 luglio).
- Istruzioni per le messe di ciascuno dei giorni dell’ottava delle feste di luglio
- Una messa per la festa dei Miracoli (3 ottobre)
- Una messa per la festa della Traslazione (30 dicembre) e brani aggiuntivi per la sua ottava.
Sia gli uffici sia le messe sono provvisti di notazione musicale.
Alla fine del Libro I si trova un supplemento gregoriano, anch’esso con notazione musicale, che include:
- 2 Benedicamus Domino
- 4 conductus
- Una Messa farcita attribuita a Fulberto di Chartres per l’uso in una qualsiasi delle feste di San Giacomo (25 luglio e 30 dicembre). È arricchita di tropi e conterrebbe elementi scenici per una rappresentazione teatrale della messa.
L’esistenza di due feste diverse dedicate all’Apostolo Giacomo, il 25 luglio e il 30 dicembre, si spiega con l’instaurazione del rito romano in sostituzione del rito ispanico alla fine dell’ XI secolo. Fin dalla fondazione nel IX secolo, la Chiesa di Santiago adottò la pratica liturgica allora vigente nella chiesa ispanica. Nel calendario liturgico proprio della chiesa astur-leonese si celebrava un’unica festa dedicata a Giacomo il Maggiore il 30 dicembre, giorno per il quale si era arrivati a sviluppare una liturgia specifica. Tuttavia, nel calendario romano la festa di San Giacomo si celebrava il 25 luglio. Con l’introduzione del nuovo rito, la chiesa compostellana accettò il calendario romano con la festa di San Giacomo il 25 luglio, a condizione che si conservasse anche la festa del 30 dicembre. Così il 25 luglio rimase per la celebrazione della passione di Giacomo, come nel resto dell’Occidente, e il 30 dicembre per la celebrazione della vocazione e della Traslazione del corpo dell’apostolo a Santiago.
Tra le due feste fu introdotta in seguito la festa dei miracoli di San Giacomo, il 3 ottobre. La festa è attribuita all’iniziativa di Sant’Anselmo e sarebbe stata poi spostata al 5 ottobre.
Va segnalato che l’Ufficio del mattutino per le feste di San Giacomo del 25 luglio e del 30 dicembre è monastico e non canonico, cioè consta di 12 (13) antifone e 12 responsori invece di 9 antifone e 9 responsori, per cui forse fu preparato per l’antica comunità monastica di Compostela invece che per la Cattedrale (vedi più avanti, nella sezione sulla notazione musicale, la possibilità che la parte musicale sia stata preparata dai monaci benedettini di Vézelay).5
Contenuto:
Foglio Capitolo Contenuto 2v-3v Indice Indice dei 31 capitoli Sermoni e passioni 4-6v Capitolo I Sermone di Beda il Venerabile, presbitero, per la vigilia (24 luglio): Quoniam beati Jacobi vigilias 6v-18 Capitolo II Esposizione di papa Callisto per la vigilia (24 luglio): Vigiliae noctis sacratissimae 18 Capitolo III 12 Benedizioni di papa Callisto alle lezioni di San Giacomo: Adsit nobis gratia Dei 18-19v Capitolo IV Prologo di Callisto e passione minore di San Giacomo (25 luglio): Gaio quatuor annis 19v-24v Capitolo V Sermone di papa Callisto per la passione di San Giacomo (25 luglio): Celebritatis sacratissime 24v-31 Capitolo VI Secondo sermone dello stesso papa Callisto per il 25 luglio: Spiritali igitur jocunditate 31-44v Capitolo VII Esposizione dello stesso papa Callisto per il 25 luglio: Adest nobis, dilectissimi fratres 44v-47v Capitolo VIII Omelia di Beda il Venerabile per il 25 luglio: Dominus conditor ac redemptor noster 47v-53 Capitolo IX Prologo di Callisto e passione maggiore di San Giacomo: Post Ascensionem Dominicam ad celos apostolus Domini nostri lhesu Christi 53-55v Capitolo X Esposizione di San Girolamo per il 26 luglio, secondo giorno dell’ottava di San Giacomo: Apostolica sollempnia veneranda 55v-57 Capitolo XI Esposizione dello stesso San Girolamo per il 27 luglio, terzo giorno dell’ottava di San Giacomo: Quare Petrus et Jacobus 57-64 Capitolo XII Esposizione di papa Callisto per il 28 luglio, quarto giorno dell’ottava di San Giacomo: Preclara sollempnia 64-65 Capitolo XIII Esposizione di San Girolamo per il 29 luglio, quinto giorno dell’ottava di San Giacomo: In presenti capitula ostenditur 65v-67 Capitolo XIV Omelia di papa Gregorio per il 30 luglio, sesto giorno dell’ottava di San Giacomo: Quia natalem beati lacobi apostoli et martiris 67-71v Capitolo XV Sermone di San Massimo, vescovo, per il 31 luglio, settimo giorno dell’ottava di San Giacomo: Exultemus in Domino, dilectissimi, et congruis honoribus 72-74 Capitolo XVI Esposizioni dei santi Girolamo e Massimo per il 31 luglio, settimo giorno dell’ottava di San Giacomo: Sollempnitatem hodiernam 74-93v Capitolo XVII Sermone di papa Callisto per il 30 dicembre: Veneranda dies 93v-95 Capitolo XVIII Omelia di papa Gregorio per il 30 dicembre: Audistis, fratres karissimi, quia 95-98 Capitolo XIX Esposizione di papa Callisto per il 30 dicembre: Sollempnia sacra presentia 98-101 Capitolo XX Esposizioni dei santi Girolamo, Agostino, Gregorio e Callisto per il 5 gennaio: Festivitatem electionis et translationis Uffici (con notazione musicale) 101 Capitolo XXI Capitoli di papa Callisto sulla vigilia di San Giacomo e sul giorno della sua passione (24 e 25 luglio): Iacobus Dei et Domini nostri Ihesu Christi servus 101v-103v Capitolo XXII Ufficio della vigilia (24 luglio), di Callisto 103v-114 Capitolo XXIII Ufficio del 25 luglio e del 30 dicembre, di Callisto Messe (con notazione musicale) 114-116v Capitolo XXIV Messa di papa Callisto da cantare nella vigilia di San Giacomo (24 luglio) all’ora nona, con i suoi accessori. 116v-118 Capitolo XXV Versi (17 diversi) di papa Callisto da cantare nella processione di San Giacomo nelle sue due solennità (25 luglio e 30 dicembre) 118-122v Capitolo XXVI Messa dello stesso papa Callisto da recitare il giorno della passione di San Giacomo (25 luglio), con i suoi accessori. 122v Capitolo XXVII Messa dello stesso papa Callisto da cantare assiduamente in tutte le messe per i pellegrini di San Giacomo. Capitolo XXVIII Sette messe dello stesso papa Callisto da cantare successivamente in ciascuno dei giorni dell’ottava della festa di San Giacomo: 122v-124 Messa per il 26 luglio (secondo giorno dell’ottava) 124-127v Messe per i giorni 27, 28, 29, 30, 31 luglio e 1º agosto 128 (allegato) Messa per la festa dei miracoli (3 ottobre) 129 Capitolo XXIX Capitoli dello stesso papa Callisto da recitare nella traslazione di San Giacomo (30 dicembre) 129v-130r Capitolo XXX Messa di papa Callisto da cantare nella festa della traslazione di San Giacomo (Messe del 30 dicembre e del 5 gennaio). Supplemento gregoriano (con notazione musicale) 130-131 Benedicamus sancti Iacobi: Exultet celi curia 131-132v 4 conductus di San Giacomo 132v-139 Capitolo XXXI Messa farcita di San Giacomo, che si può cantare nelle feste del 25 luglio e del 30 dicembre 139 Benedicamus sancti Iacobi: Regi perennis glorie di un dottore galiziano
Libro II del Codice Callistino — Libro dei miracoli
(De miraculi sancti Jacobi)
Contiene una raccolta di 22 miracoli attribuiti all’Apostolo Giacomo e avvenuti in diverse regioni d’Europa. Per contenuto è molto simile alle altre raccolte di miracoli compilate nel corso dei secoli XI e XII. Occupa 16 fogli (f. 139v – 155v) ed è, per dimensioni, il secondo libro più piccolo. Prima dei miracoli include un breve prologo — presumibilmente scritto da papa Callisto II — e un indice. Secondo quanto citato nel codice, i 22 miracoli furono raccolti da papa Callisto II (18), Anselmo di Canterbury (2), Beda il Venerabile (1) e il maestro Uberto (1).
I miracoli sono i seguenti:
Foglio Capitolo Contenuto 139v-140 Prologo Argomento di papa Callisto 140-141 Indice Indice dei 22 capitoli dei miracoli 141-155v Narrazione dei 22 miracoli: Capitolo I Dei venti uomini che l’Apostolo liberò dalla prigionia dei moabiti. (Papa Callisto) Capitolo II Dell’uomo a cui fu cancellata la menzione di un peccato per disposizione divina sull’altare di San Giacomo. (Beda il Venerabile) Capitolo III Del bambino che l’Apostolo risuscitò dai morti nei Montes de Oca. (Papa Callisto) Capitolo IV Dei trenta lorenesi e del morto che l’Apostolo portò in una notte dai passi di Cize fino al suo monastero. (Maestro Uberto, canonico di Besançon) Capitolo V Del pellegrino impiccato che San Giacomo salvò dalla morte, benché fosse rimasto appeso al patibolo trentasei giorni. (Papa Callisto) Capitolo VI Del pittavino a cui l’Apostolo diede in aiuto un angelo in figura di asino. (Papa Callisto) Capitolo VII Del marinaio frisone che l’Apostolo trasse dal profondo del mare vestito di elmo e scudo. (Papa Callisto) Capitolo VIII Del vescovo che, salvato dal pericolo del mare, compose un responsorio a San Giacomo. (Papa Callisto) Capitolo IX Del soldato di Tabaria a cui l’Apostolo diede il potere di vincere i turchi e che liberò da una malattia e dal pericolo del mare. (Papa Callisto) Capitolo X Del pellegrino caduto in mare che l’Apostolo portò fino al porto tenendolo per la nuca per tre giorni. (Papa Callisto) Capitolo XI Di Bernardo, che l’Apostolo trasse miracolosamente dal carcere. (Papa Callisto) Capitolo XII Del cavaliere che l’Apostolo liberò da una malattia con il tocco di una conchiglia. (Papa Callisto) Capitolo XIII Del cavaliere Dalmazio, a cui l’Apostolo rese giustizia grazie al pellegrino Raimberto. (Papa Callisto) Capitolo XIV Del mercante che l’Apostolo liberò dal carcere. (Papa Callisto) Capitolo XV Del cavaliere che San Giacomo salvò in guerra, quando i suoi compagni erano già morti o fatti prigionieri. (Papa Callisto) Capitolo XVI Del cavaliere che, in agonia di morte e oppresso dai demoni, l’Apostolo liberò per mezzo del bastone di un mendicante e del sacchetto di una giovane donna. (Sant’Anselmo, arcivescovo di Canterbury) Capitolo XVII Del pellegrino che, per amore dell’Apostolo, si uccise per istigazione del diavolo, e che San Giacomo riportò dalla morte alla vita, con l’aiuto della santa madre di Dio. (Sant’Anselmo, arcivescovo di Canterbury) Capitolo XVIII Del conte di Saint-Gilles, a cui l’Apostolo aprì le porte di ferro del suo oratorio. (Papa Callisto) Capitolo XIX Di Stefano, vescovo greco, a cui San Giacomo apparve e rivelò cose future sconosciute. (Papa Callisto) Capitolo XX Di Guglielmo, cavaliere prigioniero, che un conte colpì con la spada sul collo nudo senza poterlo ferire. (Papa Callisto) Capitolo XXI Dello storpio a cui il santo Apostolo apparve nella sua basilica e a cui subito restituì pienamente la salute. (Papa Callisto) Capitolo XXII Dell’uomo che fu venduto tredici volte e altrettante liberato dall’Apostolo. (Papa Callisto)
Libro III del Codice Callistino — Traslazione del corpo a Santiago
(Liber de translatione corporis sancti Jacobi ad Compostellam)
È il libro più breve, con soli 6 fogli (f. 156 – 162v). Inizia anch’esso con un prologo e un sommario, seguiti da quattro capitoli. Ci narra l’evangelizzazione della Spagna da parte dell’apostolo Giacomo e la successiva “traslazione” del suo corpo da Gerusalemme alla Galizia e, infine, al luogo del suo sepolcro. Ci parla anche dell’usanza dei primi pellegrini di raccogliere conchiglie marine sulle coste galiziane.
Contiene i seguenti capitoli:
Foglio Capitolo Contenuto 155v-156 Indice Indice dei 4 capitoli 156 Prologo Inizia il prologo del beato papa Callisto sulla grande traslazione di San Giacomo. 156v-159 Capitolo I Inizia la traslazione dell’apostolo Giacomo, fratello dell’apostolo ed evangelista San Giovanni, che si celebra il trenta dicembre: in che modo fu portato da Gerusalemme in Galizia. 159-160 Capitolo II Inizia la lettera del papa San Leone sulla traslazione dell’Apostolo Giacomo, che si celebra il trenta dicembre. 160-162 Capitolo III Callisto, papa, sulle tre solennità di San Giacomo. 162 Capitolo IV Sulle conchiglie di San Giacomo. 162-162v Miniature (apparizione di San Giacomo a Carlo Magno, scene della cronaca: partenza per la Spagna, ritorno ad Aquisgrana)
Libro IV del Codice Callistino — Conquiste di Carlo Magno
(L’Historia Karoli Magni et Rotholandi)
È il secondo libro per dimensioni e occupa 28 fogli (f. 163 – 191). Consta di 26 capitoli. Nel 1609 questo libro fu strappato dal manoscritto, formando un nuovo volume con il titolo “Historia Turpini”. Infine fu riaggiunto al Codex Calixtinus durante il restauro del 1966.
È redatto in prosa da un chierico anonimo di origine francese, probabilmente nella prima metà del XII secolo. Seguendo l’usanza del Medioevo, attribuisce la paternità del testo a Turpino (748-794), antico monaco e tesoriere di Saint-Denis, che divenne arcivescovo di Reims e figura perfino tra i “Dodici Pari” di Carlo Magno nella Chanson de Roland. Per questo motivo il libro è noto agli storici con il nome di “Pseudo Turpino”.
Si concentra sulla cronaca dell’arcivescovo Turpino e dà conto dell’ingresso di Carlo Magno nella Penisola, della sconfitta di Roncesvalles e della morte di Orlando. Racconta che San Giacomo apparve in sogno a Carlo Magno, lo esortò a liberare la sua tomba dai musulmani e gli indicò inoltre la direzione da seguire: un cammino di stelle.
Contiene i seguenti capitoli:
Foglio Capitolo Contenuto 163 [1] Prologo Lettera di Turpino 163v-164 [1v-2] Indice Indice dei 26 capitoli 164-165 [2-3] Capitolo I Dell’apparizione dell’Apostolo a Carlo Magno 165 [3] Capitolo II Delle mura di Pamplona, crollate da sole 165v-166 [3v-4] Capitolo III Dei nomi delle città di Spagna conquistate 166-166v [4-4v] Capitolo IV Dell’idolo Maometto 166v [4v] Capitolo V Delle chiese che fece Carlo Magno 166v [4v] Capitolo VI Di Agolante 167 [5] Capitolo VII Dell’esempio dell’elemosina del morto 167v-168 [5v-6] Capitolo VIII Della battaglia di Sahagún, in cui fiorirono le lance 168-169 [6-7] Capitolo IX Della città di Agen 169-169v [7-7v] Capitolo X Della città di Saintes, in cui fiorirono le lance 169v-170v [7v-8v] Capitolo XI Dei soldati degli eserciti di Carlo Magno 170v-171v [8v-9v] Capitolo XII Della controversia tra Carlo Magno e Agolante 171v-172v [9v-10v] Capitolo XIII Dei poveri 172v-173 [10v-11] Capitolo XIV Della morte del re Agolante 173 [11] Capitolo XV Dei cristiani che tornarono indietro in cerca di bottini illeciti 173-173v [11-11v] Capitolo XVI Della battaglia con Furre 173v-176v [11v-14v] Capitolo XVII Della battaglia con il gigante Ferragù e dell’eccellente disputa di Orlando 176v-177v [14v-15v] Capitolo XVIII Della battaglia delle maschere 177v-178v [15v-16v] Capitolo XIX Del concilio di Carlo Magno 178v-179 [16v-17] Capitolo XX Della persona e della forza di Carlo Magno 179-185v [17-23v] Capitolo XXI Della battaglia di Roncisvalle, e della morte di Orlando e di altri combattenti 185v-188v [23v-26v] Capitolo XXII Della morte di Carlo Magno 188-189 [26v- 27] Capitolo XXIII Del miracolo che Dio si degnò di compiere per mezzo di Orlando nella città di Gratianopolis (Grenoble?) 189v-190 [27v-28] Capitolo XXIV Della morte di Turpino e del ritrovamento del suo corpo (Callisto, papa) 190-190v [28-28v] Capitolo XXV Di Almanzor di Cordova (Callisto, papa) 190v-191v [28v-29v] Capitolo XXVI Della crociata di Spagna (Lettera di papa Callisto)
Libro V del Codice Callistino — Guida del pellegrino
(Iter pro peregrinis ad Compostellam)
È una sorta di Guida del pellegrino di Santiago, che presenta i luoghi da visitare lungo il percorso e avverte il viaggiatore dei pericoli che avrebbe incontrato sul cammino. Descrive la città di Santiago e la sua cattedrale con grande dettaglio.
I capitoli del libro sono i seguenti:
Foglio Capitolo Contenuto 192 [163] Argomento del Santo Papa Callisto e indice degli 11 capitoli 192-192v [163-163v] Capitolo I Dei cammini di Santiago 192v [163v] Capitolo II Delle giornate del cammino di Santiago (Callisto, Papa) 192v-193v [163v-164v] Capitolo III Dei nomi dei paesi del Cammino di Santiago 193v [164v] Capitolo IV Dei tre ospizi del mondo 193v [164v] Capitolo V Dei nomi di alcuni che ripararono il cammino di Santiago. (Di Aimerico) 193v-194v [164v-165v] Capitolo VI Dei fiumi buoni e cattivi che si trovano sul cammino di Santiago. (Callisto, Papa) 194v-197v [165v-168v] Capitolo VII Dei nomi delle terre e delle particolarità delle genti che si incontrano sul Cammino di Santiago 197v-207 [168v-178] Capitolo VIII Dei corpi dei santi che riposano lungo il cammino e che devono essere visitati dai pellegrini. Inizia il martirio di Sant’Eutropio, vescovo di Saintes e martire 207-212v [178-183v] Capitolo IX Del carattere della città e della basilica di San Giacomo, apostolo di Galizia. (Callisto, papa, e Aimerico, cancelliere)
Sezioni:
- Delle chiese della città
- Della misura della chiesa
- Delle finestre
- Dei portici
- Della fontana di San Giacomo
- Del paradiso della città
- Della porta settentrionale
- Della porta meridionale
- Della porta occidentale
- Delle torri della cattedrale
- Degli altari della cattedrale
- Del corpo e dell’altare di San Giacomo
- Del paliotto d’argento
- Del ciborio dell’altare dell’Apostolo
- Delle tre lampade
- Della dignità della chiesa di Santiago e dei suoi canonici
- Degli scalpellini della chiesa e dell’inizio e della fine della sua opera
- Della dignità della chiesa di Santiago
212v-213 [183v-184] Capitolo X Del numero dei canonici di Santiago 213-213v [184-184v] Capitolo XI Di come devono essere accolti i pellegrini di Santiago 213v [184v] Fine del quinto libro dell’apostolo Giacomo
Appendice I del Codice Callistino — Opere polifoniche
È un fascicolo di 6 fogli (214-219v o 185-190v nella numerazione antica) con 22 composizioni polifoniche. Fu probabilmente scritto poco dopo il corpo del codice, ma prima del 1180. Dal punto di vista musicale è la parte più importante del manoscritto (vedi la sezione sulla musica per maggiori informazioni).
Appendice II del Codice Callistino
Questa appendice fu incorporata nel manoscritto in un momento successivo alla redazione originale, forse durante la rilegatura realizzata alla fine del XII secolo. Consiste in cinque fogli (f. 221-225 o 192-196 nella numerazione antica): un bifoglio con una falsa Bolla di Innocenzo II e diversi fogli sciolti. Sono copiati da scribi diversi e contengono testi diversi, tra cui spiccano alcuni miracoli attribuiti a San Giacomo. Contiene anche l’inno dei pellegrini di Santiago Dum pater familias.
Nella Bolla di Innocenzo II, al foglio 221, si lascia intendere che il responsabile e autore del codice sia il monaco cluniacense Aymeric Picaud, accompagnatore del pontefice Callisto II nel suo pellegrinaggio a Santiago nel 1109. Secondo lo scritto, verso il 1140 Aymeric depositò il codice nella Cattedrale di Santiago, e questo sarebbe il primo esemplare del Liber. Tutto ciò è messo in dubbio dagli storici perché, tra gli altri motivi, il bifoglio che contiene la bolla non faceva parte del codice originale, ma fu aggiunto in seguito, come già detto.
Il contenuto dell’appendice è il seguente:
Foglio Contenuto 221 [192] Bolla di Innocenzo II 221 [192v] Miracolo di Brun di Vézelay (1139) scritto da Alberico, abate di Vézelay, vescovo di Ostia e legato di Roma 221v [192v] Alleluia in greco, con notazione musicale 222 [193] Inno Dum pater familias, con notazione musicale (Canto dei pellegrini) 222-222v [193-193v] Inno Signa sunt nobis sacra (vedi commenti nell’elenco delle opere musicali) 223 [194] Miracolo di San Giacomo, del bambino risuscitato, anno 1164 223 [194] Altro miracolo: Miracolo di San Giacomo, della figura storpia del figlio di un visconte, noto nelle terre di Poitiers 223v [194v] Miracolo di San Giacomo, della liberazione dei cristiani e della fuga dei saraceni dal Portogallo (1190), in tre letture per il mattutino della festa del 3 ottobre 224 [195] Preghiera del maestro G (Gocelin o Gautier?) 224-224v [195-195v] 6 letture per l’ufficio, secondo papa Leone e il maestro Panicha, sulla traslazione di San Giacomo 224v [195v] Apparizione di San Giacomo al monaco Oldierus di Clairvaux: Telle est ta justice 224v-225 [195v-196] Miracolo di San Giacomo, di uno storpio guarito all’epoca della festa della traslazione (30 dicembre) (due versioni) 225 [196] Visione di un certo Fouques, di Montreuil, pellegrino dodici e tredici volte a Santiago 225v [196v] Copia dell’inno Signa sunt nobis sacra