L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, noto in italiano come Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è un illustre ordine cavalleresco della Chiesa cattolica che affonda le radici in una figura storica molto importante: Goffredo di Buglione. Questo nobile fu uno dei principali capi della Prima Crociata, un evento significativo dell’XI secolo. Secondo gli studi più accreditati e le opinioni provenienti sia dal Vaticano sia da Gerusalemme, l’ordine nacque come una sorta di confraternita. Questa confraternita era mista, cioè contava membri sia chierici sia laici, che erano pellegrini. Col tempo la comunità crebbe e si consolidò attorno a un luogo sacro vitale per i cristiani del Medio Oriente, il Santo Sepolcro, dove si dice sia stato sepolto Gesù Cristo. Il motto che rappresenta l’ordine è Deus lo vult, cioè Dio lo vuole.
La fondazione dell’Ordine avvenne nel 1098 per opera di Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena e Protettore del Santo Sepolcro. Ciò accadde dopo il successo iniziale della Prima Crociata, il che lo rende l’ordine cavalleresco più antico esistente oggi al mondo. Il suo obiettivo principale fin dall’inizio fu proteggere il Santo Sepolcro dalle minacce degli infedeli e, per compiere questa missione, Goffredo di Buglione organizzò un gruppo di circa 50 valorosi cavalieri. In seguito suo fratello, Baldovino I di Gerusalemme, sottolineò l’importanza dell’Ordine dotandolo ufficialmente del primo insieme di regolamenti. Questi regolamenti furono molto influenti e servirono da modello per altri ordini cavallereschi, come quello del Tempio e quello dell’Ospedale, istituiti in seguito.
Nel corso della sua storia l’Ordine è stato protagonista di diversi momenti significativi. Uno degli episodi più importanti avvenne nel 1123, quando combatterono valorosamente al fianco del re Baldovino I di Gerusalemme. Parteciparono anche a diversi assedi importanti, come l’assedio di Tiro nel 1124, l’assedio di Damasco durante la Seconda Crociata nel 1148 e l’assedio di San Giovanni d’Acri nel 1180, dove dimostrarono coraggio e dedizione alla loro causa.
Tuttavia, le circostanze cambiarono drasticamente nel 1187, quando la città santa di Gerusalemme fu conquistata dai musulmani guidati da Saladino. Dopo questa perdita, l’Ordine fu costretto a trasferirsi in Europa, dove si espanse in vari paesi come Polonia, Francia, Germania e Fiandre. Da quel momento la missione dell’Ordine cambiò, concentrandosi principalmente sul riscatto dei cristiani catturati e tenuti prigionieri dai musulmani. In Spagna l’Ordine ebbe anche un ruolo di primo piano intervenendo in numerose e decisive battaglie della Reconquista, la serie di campagne militari per riprendere la penisola iberica ai musulmani.
I membri dell’Ordine sono stati storicamente scelti tra i più illustri e rispettati esponenti della nobiltà europea. In tempi più recenti, tuttavia, sono stati eliminati alcuni requisiti di nobiltà per l’ammissione. Nel 1489 papa Innocenzo VIII prese una decisione importante integrando formalmente l’Ordine in quello degli Ospitalieri. In alcuni luoghi, però, soprattutto in Spagna, l’Ordine riuscì a conservare la propria autonomia e stabilì un regime speciale all’interno della struttura della Chiesa cattolica. Nel 1868 papa Pio IX concesse all’Ordine nuovi statuti con la bolla Cum multa. Oggi l’Ordine continua la sua opera, concentrandosi sul sostegno al Patriarcato Latino di Gerusalemme e ai fedeli che vi risiedono. Mantiene ancora, come l’Ordine di Malta e l’Ordine Teutonico, uno status onorifico particolare e rispettato all’interno della comunità della Chiesa cattolica.
Storia dell’Ordine del Santo Sepolcro
La storia dell’Ordine attraversa diverse fasi:
Fase canonicale
Questa prima fase si colloca prima della formazione ufficiale dell’Ordine. Inizia quando la madre dell’imperatore Costantino, Sant’Elena, prova una profonda devozione per i Luoghi Santi. Costantino, detto “il Grande”, fu una figura chiave nella storia del cristianesimo, perché fu lui a instaurare questa fede nell’Impero romano nel 313. Sant’Elena, mossa dal suo fervore religioso e dal desiderio di rendere omaggio al Santo Sepolcro, decise di intraprendere un viaggio a Gerusalemme con l’intenzione di localizzare questo luogo sacro, che le fu rivelato da un pio ebreo di nome Quirino.
Per onorare questo luogo sacro, Sant’Elena ordinò la costruzione di un magnifico tempio, in omaggio alla Gloriosa Risurrezione di Gesù Cristo. Il tempio sorse attorno al monte Golgota, dove si ritiene che Cristo sia stato crocifisso, e al sepolcro stesso di Cristo, dove fu sepolto. In seguito istituì un capitolo di Canonici, così chiamati per il “canone” o regola religiosa che lei stessa aveva ideato per organizzare la vita e gli obblighi di questi religiosi. Per assicurare la custodia e la conservazione del Santo Sepolcro, i Canonici ebbero l’aiuto di diversi fratelli laici, che parteciparono a questo impegno. A questi fratelli laici fu data un’insegna distintiva, una croce formata da cinque croci rosse, in memoria delle cinque piaghe che Nostro Signore sofferse nella Passione.
Tuttavia, la separazione delle Chiese fece sì che questi religiosi fossero considerati scismatici. La situazione si complicò ulteriormente con l’occupazione musulmana dei Luoghi Santi nel 638, che ridusse i Canonici a un’esistenza molto precaria. Nonostante queste difficoltà, riuscirono a sopravvivere fino alla conquista di Gerusalemme da parte dei Crociati nel 1099. Dopo questa vittoria Goffredo di Buglione prese una decisione drastica: li espulse da Gerusalemme considerandoli scismatici e li sostituì con Canonici Latini, fedeli a Roma.
Il cambiamento nell’amministrazione non si limitò però a una semplice sostituzione di canonici. Seguendo lo spirito guerriero che caratterizzava l’epoca, Goffredo decise di aggiungere un distaccamento di cavalieri che, insieme, avrebbero formato un Ordine cavalleresco, religioso e militare. Ciò perché la protezione del tempio del Santo Sepolcro non poteva dipendere unicamente dalla preghiera. L’idea che i chierici potessero impugnare le armi e trasformarsi in sacrestani armati era problematica e contrastava apertamente con i canoni della religione. Sebbene la guerra contro gli infedeli che avevano occupato la Terra Santa fosse considerata giusta e legittima, per i chierici esisteva un divieto assoluto: non potevano uccidere un altro uomo con le armi, neppure per legittima difesa, pena la scomunica.
Fase eroica
Il periodo noto come fase eroica si svolge in Terra Santa, più precisamente tra il 1099 e il 1247. In questo periodo i Cavalieri Sepolcristi assunsero l’importante responsabilità di proteggere il Santo Sepolcro, uno dei luoghi più sacri per i cristiani, e di offrire appoggio militare ai re di Gerusalemme. Questo rapporto era fondamentale, perché i Cavalieri Sepolcristi erano direttamente legati a questi re. L’autorità sull’Ordine spettava principalmente al Maestrato, carica delegata al Gran Priore Sepolcrista, che si occupava dell’amministrazione quotidiana e della guida dell’ordine.
Si dice che l’idea di formare un Ordine cavalleresco fu adottata da Goffredo di Buglione dopo la vittoria nella battaglia di Antiochia del 1098. In quell’occasione Goffredo ricevette la proposta di armare cavalieri diversi scudieri che si erano distinti sul campo di battaglia per il loro coraggio. Tuttavia, promise a Gontier de l’Aire di aspettare un po’, perché voleva farlo cavaliere una volta conquistato il Sepolcro del Signore.
Secondo il racconto del conte Alphonse Couret, l’Ordine del Santo Sepolcro nacque spontaneamente dopo la conquista di Gerusalemme da parte dei crociati nel 1099. L’evento fu segnato da un massacro in cui i crociati, cristiani molto ferventi, commisero atti di violenza contro uomini, donne e bambini musulmani ed ebrei, abitanti di Gerusalemme. Questo atto fu spinto in gran parte dalla devozione dei crociati per il Santo Sepolcro.
Goffredo di Buglione, riconosciuto da tutti come Protettore di Gerusalemme, prese l’iniziativa di organizzare i servizi religiosi nel Santo Sepolcro. Delegò questa responsabilità a un gruppo di venti canonici del clero regolare, che avevano il compito di celebrare costantemente gli uffici divini e i Santi Misteri per onorare quel luogo sacro.
Tuttavia, la semplice sostituzione dei canonici non era sufficiente. Questi pacifici monaci, che conducevano una vita di preghiera e digiuno, non erano in grado di difendere il Santo Sepolcro da possibili profanazioni né di proteggere i pellegrini che visitavano quel luogo così sacro. Le mura di Gerusalemme non offrivano la protezione necessaria, soprattutto perché i Re di Gerusalemme erano spesso in campagna militare, lontani dalla capitale, e quasi mai lasciavano una guarnigione in città. Ciò significa che, in molti casi, la città restava indifesa e alla mercé dei pericoli, e si rendeva necessaria una milizia permanente. Era essenziale formare un corpo di cavalieri scelti, dedicati alla protezione di Gerusalemme e in particolare del Santo Sepolcro.
Il cronista francese André Tavin sostiene che l’Ordine Cavalleresco del Santo Sepolcro è il primo e il più antico di tutti gli ordini cavallereschi creati in Terra Santa. I membri di questo ordine, che comprendeva fratres, canonici e cavalieri, si distinsero come una nobile guardia che vigilava e assicurava la protezione del Santo Sepolcro. Ciò attirò l’attenzione di numerosi principi e signori che compivano pellegrinaggi a Gerusalemme. L’Ordine ottenne riconoscimento e legittimità presso Re e Pontefici in un’epoca in cui i Templari (Ordine del Tempio) non erano ancora stati istituiti e in cui gli Ospitalieri e i Lazzaristi erano conosciuti solo come fratelli infermieri che prestavano cure nei loro ospedali. Grazie a questo riconoscimento precoce, l’Ordine del Santo Sepolcro ricevette lo status di primazia sugli altri ordini in tutti gli atti religiosi e ufficiali, un privilegio che si mantiene ancora oggi.
Per alcuni anni l’attività delle crociate si interruppe, ma nel 1238 un gruppo di francescani fu ammesso a Gerusalemme dal Califfo, il che permise la ripresa dei pellegrinaggi. Tuttavia, questi erano compiuti da gruppi ridotti di cristiani disarmati, che dovevano pagare un pedaggio per accedere alla città. La tregua con i saraceni permise la ripresa delle crociate verso il Santo Sepolcro, anche se non più con la solennità di prima. Ora le cerimonie si svolgevano in un clima di discrezione e nell’intimità, per evitare di attirare l’attenzione in una città sotto il controllo degli infedeli. Terminata la tregua, però, i cristiani dovettero abbandonare Gerusalemme, ancora occupata, e tornare nei paesi d’origine in Europa. Nacquero così i cosiddetti Cavalieri Pellegrini. Ci sono inoltre testimonianze di pellegrini cristiani arrivati a Gerusalemme in questo periodo di relativa tolleranza da parte dei governanti islamici. In città incontravano i cavalieri del Santo Sepolcro, il che portò alla creazione dei cosiddetti Cavalieri Pellegrini.
Dal 1238 al 1496 esistono numerosi registri dei Cavalieri Sepolcristi armati alla presenza del Santo Sepolcro, molti dei quali appartenenti alle famiglie più illustri d’Europa. Nel 1279, per esempio, si menziona Jean de Heusden, nobile fiammingo. Nel 1309 compare Gossin Cabilau, anch’egli di nobiltà fiamminga. Nel 1244 spicca Godefroid de Dive, nobile francese, e nel 1295 si menziona il conte Jean X d’Arkel, pronipote di Jean V d’Arkel, armato cavaliere nel 1176. Nel 1325 troviamo Roberto di Namur. L’elenco continua con molti altri cavalieri, conti e principi provenienti da diverse parti del mondo cristiano e armati Cavalieri Sepolcristi davanti al sepolcro di Cristo. Attraverso questo rito ricevettero una delle ricompense più ambite da un cavaliere cristiano, riconoscimento del loro valoroso viaggio e dei pericoli e delle privazioni sofferti nella traversata.
Fase peregrina
La terza fase della storia di questo Ordine si svolge in Europa tra il 1247 e il 1847. In questo lungo periodo si osserva una notevole frammentazione iniziale dell’Ordine, che si divide in sei importanti Priorati stabiliti in diversi paesi europei: Capua in Italia, Calatayud e Toro in Spagna, Orléans in Francia, Miechów in Polonia e Warwick in Inghilterra. Questa divisione però non durò. A causa della Bolla emanata nel 1489 da papa Innocenzo VIII e dello scisma avvenuto in Inghilterra sotto il regno di Enrico VIII, il numero dei Priorati si ridusse a tre soltanto: Calatayud in Spagna, Orléans in Francia e Miechów in Polonia.
Nel 1484 papa Innocenzo VIII nutriva la speranza di organizzare una grande crociata contro l’islam. La crociata sarebbe stata guidata da D’Aubusson, Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni. A tale scopo il papa decise di contribuire incorporando i Sepolcristi e i Lazzaristi con tutti i loro beni nell’Ordine di San Giovanni di Rodi. Questa decisione mirava ad aiutare l’Ordine a recuperare le perdite subite in seguito all’assedio ottomano. Il papa lo fece con la Bolla “Cum solerti meditatione”, emanata il 28 marzo 1489. Tuttavia, questa misura provocò proteste e disobbedienza da parte dei re di Spagna, Francia e Polonia, che si opposero alla nuova disposizione. Solo negli Stati Pontifici la Bolla fu rispettata integralmente.
D’altra parte, grazie all’intervento del re Ferdinando II, detto “il Cattolico”, papa Leone X, con la Bolla del 29 ottobre 1513, decise di separare i Sepolcristi dall’unione con Rodi stabilita da Innocenzo VIII. In Francia la situazione fu riaffermata da un decreto del parlamento di Parigi che, il 16 febbraio 1547, dichiarò la Bolla di papa Innocenzo VIII abusiva e contraria alle leggi del regno, lasciando l’Ordine in una situazione complicata in quel contesto.
Nonostante questa lotta per il controllo dell’Ordine, la situazione non durò molti anni. Nel 1496 papa Alessandro VI, su istanza dell’imperatore Massimiliano I e dei re di Spagna e Francia, considerò che i Cavalieri di Malta facevano un solenne voto di castità, cosa che i cavalieri del Santo Sepolcro non facevano. Per questa ragione decise di annullare la Bolla di Innocenzo VIII e di annettere i Cavalieri Sepolcristi all’autorità della Santa Sede, riconoscendone così il doppio carattere di Ordine equestre e pontificio.
Il papa proclamò se stesso e i suoi successori gran maestri dell’Ordine e conferì al custode del Santo Sepolcro, che fungeva da vicario apostolico in Terra Santa, il potere di conferire l’Ordine ai pellegrini che visitavano quei luoghi sacri. Per ricevere questa distinzione i pellegrini dovevano fare un’offerta e giurare di essere di nobile lignaggio. In questo modo si assicurò la sopravvivenza dell’Ordine, anche se non si ottenne che gli ospitalieri restituissero gli antichi beni usurpati in vari territori, come Castiglia, Portogallo e Italia.
Nel corso di questa fase della sua esistenza, l’Ordine mantenne un forte spirito nobiliare. La Santa Sede e i re delle due monarchie più influenti d’Europa dell’epoca, Spagna e Francia, erano in costante disputa per il controllo dell’Ordine. Entrambe le parti desideravano esercitare la propria autorità su di esso e dirigerne il maestrato. Infine, nel 1746, la Santa Sede risolse la controversia a proprio favore, attribuendosi il controllo esclusivo dell’Ordine dei Cavalieri del Santissimo Sepolcro di Gerusalemme con un Breve di papa Benedetto XIV, mettendo così fine alla disputa.
Fase protettrice
Attualmente ci troviamo nella cosiddetta quarta fase, iniziata nel 1847 e che si estende fino ai nostri giorni. Questo periodo fu segnato dalla firma di un importante Concordato, un accordo formale tra la Santa Sede e il sultano ottomano che allora controllava la Terra Santa. Il Concordato facilitò la Restaurazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme, un evento significativo che restituì al Patriarcato la piena autorità e le sue funzioni. Subito dopo questo accordo si tornò a discutere dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, i cui privilegi e le regolamentazioni precedentemente stabilite dalla Chiesa furono riaffermati.
Va segnalato che la Santa Sede restaurò anche l’Ordine Cavalleresco del Santo Sepolcro, riconosciuto per la sua “grande antichità”. Il papa dell’epoca sottolineò di sapere da documenti attendibili che, fin dal XV secolo, il Padre Custode del Santo Sepolcro, residente a Gerusalemme, ammetteva già uomini illustri come Cavalieri in questo Ordine cavalleresco, grazie a concessioni apostoliche. Ciò fu ratificato per garantire che l’Ordine potesse continuare a esercitare quel privilegio onorifico così caratteristico.
Citiamo in particolare i Brevi Pontifici, perché in questi testi papa Pio IX fa sempre riferimento all’antico Ordine dei Cavalieri. Anni dopo anche le dame avrebbero avuto l’opportunità di entrare nell’Ordine, dopo che ne fu autorizzato l’ingresso, come già avvenuto nei suoi primi periodi.
La restaurazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme nel 1847, compiuta da papa Pio IX, rappresentò un progresso molto significativo, perché attribuì al Patriarcato la responsabilità di governare e amministrare l’Ordine. Da quel momento ai suoi membri fu affidato l’importante compito di sostenere l’opera del Patriarcato, volta a mantenere e diffondere la presenza cristiana in Terra Santa. Fu lo stesso Pio IX a emanare il Breve Cum Multa il 24 gennaio 1868, in cui stabilì una struttura a tre gradi all’interno dell’Ordine: Cavalieri, Commendatori e Grandi Croci. Furono emanati anche i regolamenti per queste categorie. Più avanti papa Leone XIII emanò il Breve Venerabile Frater Vincentius, il 3 agosto 1888, autorizzando il Patriarca di Gerusalemme a conferire la Croce dell’Ordine alle Dame, ampliando così ulteriormente la partecipazione a questa venerata istituzione.
Statuti dell’Ordine del Santo Sepolcro
L’Ordine Sepolcrista, noto per il suo importante ruolo nella storia delle Crociate e nella difesa del territorio cristiano in Terra Santa, si reggeva su un insieme di norme che erano i suoi Statuti o Assises. Questo documento storico, ancora conservato, fu commissionato dal re francese Luigi VII nel 1149. Il suo scopo era stabilire linee guida chiare che servissero da riferimento per la Confraternita dell’Ordine del Santo Sepolcro. Questa Confraternita si formò in Francia sul modello dell’Ordine Sepolcrista e, a tal fine, Luigi VII elaborò delle Assises simili a quelle esistenti fin dalla fondazione dell’Ordine a Gerusalemme.
In questi Statuti si evidenzia che Goffredo di Buglione, uno dei capi più importanti delle Crociate, riservò a se stesso la massima autorità sull’Ordine, il Maestrato. Questo diritto sarebbe passato, dopo la sua morte, ai Re Latini di Gerusalemme, assicurando così una continuità nella guida dell’Ordine nella regione.
Il documento definisce inoltre due categorie principali di membri dell’Ordine. La prima è formata dai Milites, i Cavalieri, responsabili di partecipare attivamente alla difesa militare. La seconda dai Presbyteri, i Canonici, incaricati della vita spirituale e liturgica della comunità. Si menziona anche la figura dei Viatores, cioè i Pellegrini che visitavano i luoghi sacri. Il testo stabilisce che i re che governavano la Terra Santa potevano delegare il comando a un Tenente, carica che assicurava una buona organizzazione e gestione dell’Ordine.
Gli obblighi imposti ai Cavalieri erano chiari e specifici: dovevano proteggere con le armi, combattere i nemici e fare la guerra ogni volta che fosse necessario. I Canonici, invece, avevano la missione di pregare e celebrare gli uffici divini nella Chiesa del Santo Sepolcro, luogo di grande importanza per la fede cristiana. Grazie a queste norme l’Ordine mantenne una guarnigione a Gerusalemme, esercitando la propria influenza e presenza finché la città fu amministrata dai cristiani.
Le cronache storiche ci parlano dei Cavalieri di guardia permanente davanti al Santo Sepolcro, un luogo sacro che richiedeva protezione costante. È documentata anche l’esistenza dei Custodi o Guardie armate ausiliarie. Si stima che ci fossero circa cinquecento Custodi, che dovevano dare supporto all’esercito dei Re di Gerusalemme, partecipando attivamente a numerose battaglie per mantenere il controllo della città.
La storia però prese una piega drastica con la perdita di Gerusalemme per mano di Saladino, momento che segnò la distruzione del Regno Latino di Gerusalemme. Questa situazione privò l’Ordine del carattere guerriero mantenuto fino ad allora. Come altri Ordini militari attivi nella regione, l’Ordine Sepolcrista fu costretto ad adattarsi alle nuove circostanze per lottare per la propria sopravvivenza.
I Cavalieri del Santo Sepolcro furono quelli che soffrirono di più per la perdita di Gerusalemme. Furono costretti ad abbandonare la guardia dei Luoghi Santi senza avere un’altra base in cui ripiegare. A differenza dei templari e degli ospitalieri, che avevano fortezze in diverse località, tutte le strutture Sepolcriste si trovavano dentro la città santa. Con la perdita di Gerusalemme, quelle fortificazioni ed edifici che un tempo erano la loro casa e il loro quartier generale dovettero essere abbandonati, un duro colpo per l’Ordine e i suoi membri.
In Spagna, nel corso degli anni, ciascuno dei diversi regni che la compongono ha mostrato una grande devozione per il Santo Sepolcro. Ciò ha fatto sì che i pellegrinaggi in Terra Santa fossero molto frequenti tra gli abitanti di queste terre. Molti spagnoli, ispirati dalla fede, sono diventati cavalieri sepolcristi, viaggiando in crociata verso i luoghi sacri per adempiere alla loro vocazione religiosa.
Il potere di questo ordine divenne tanto influente da essere paragonato a quello dei rinomati ordini del Tempio e dell’Ospedale. Nel 1131 il re Alfonso I, detto il Battagliero, d’Aragona decise di includere questo ordine come coerede insieme a quelli citati nel suo testamento. Il testamento era destinato a distribuire i suoi domini, anche se va detto che molti nobili aragonesi non seguirono queste disposizioni. In cambio dell’accettazione di altri patrimoni che non interferissero con la linea di successione reale, il conte Raimondo Berengario IV di Barcellona concesse terre aggiuntive nel regno di Aragona, per lo più nella zona di Calatayud, oltre al Principato di Catalogna. Seguendo questa iniziativa, Giacomo I il Conquistatore fece lo stesso durante le sue campagne a Maiorca e Valencia, dando all’ordine maggiore presenza e potere.
Quando si seppe della restaurazione dell’ordine, diversi cavalieri si riunirono per discuterne il futuro. Decisero di inviare una lettera a tutti i cavalieri spagnoli di cui conoscevano il domicilio, invitandoli a un’assemblea generale. Così, il 27 marzo 1874, fu istituita l’assemblea spagnola dei cavalieri dell’ordine militare del Santo Sepolcro. Fu una pietra miliare, e Salvador María de Ory divenne fondatore e presidente del Capitolo di Spagna e della sua commissione permanente.
Con il passare del tempo e dopo varie vicende, il 26 giugno 1882 l’ordine ricevette dal Ministero di Stato il Regium Exequatur. Grazie a questo riconoscimento, i cavalieri spagnoli del Santo Sepolcro ottennero il diritto di godere delle stesse considerazioni ufficiali riservate ai cavalieri degli altri ordini militari in Spagna, ai quali erano considerati assimilati.
Nel 1899 l’Ordine in Spagna avrebbe ottenuto un nuovo riconoscimento significativo che ne riaffermava il valore. Dopo il completamento del restauro del Tempio di San Francisco el Grande a Madrid, fu emanato il Regio Decreto del 21 febbraio 1899, che permise al capitolo, da allora in poi, di tenere le proprie riunioni e funzioni religiose in quel tempio. Gli fu inoltre assegnata la cappella del Calvario e altri due locali, uno per la vestizione dei cavalieri e l’altro per custodirne gli effetti. L’accordo non fu facile da raggiungere, perché fu necessario superare perfino la resistenza iniziale del rettore del tempio. Da quel momento si è stabilito un legame tra l’ordine e la Chiesa di San Francisco el Grande che dura fino a oggi.
Attualmente la sede principale dell’ordine in Spagna si trova nella Real Colegiata del Santo Sepulcro di Calatayud. Lì i cavalieri, canonici onorari della collegiata, si riuniscono almeno una volta all’anno per celebrare il capitolo generale. L’organizzazione dell’ordine in Spagna si divide in due luogotenenze, corrispondenti alle antiche corone di Aragona e di Castiglia e León. Ciascuna luogotenenza è governata da un luogotenente, un gran priore e un consiglio.
Nella Luogotenenza di Spagna Occidentale l’attuale luogotenente è José Carlos Sanjuán y Monforte. Dal 2022 il gran priore è S.E. Rev.ma Mons. Francisco César García Magán, vescovo ausiliare di Toledo e segretario generale della Conferenza Episcopale. Questa luogotenenza comprende i capitoli di diverse regioni, come Andalusia, Asturie, Cantabria, Castiglia e León, Castiglia-La Mancia, Estremadura, Galizia, Canarie, La Rioja, Comunità di Madrid, Regione di Murcia, Paesi Baschi e anche le città autonome di Ceuta e Melilla.
Nella Luogotenenza di Spagna Orientale, invece, l’attuale luogotenente è Juan Carlos de Balle y Comas, mentre il gran priore è Lluís Martínez Sistach, arcivescovo emerito di Barcellona. Questa luogotenenza ha sede nella parrocchia maggiore di Santa Ana, a Barcellona, antico monastero appartenuto all’ordine. I capitoli che la compongono includono quelli di Aragona, Catalogna, Isole Baleari, Valencia, Navarra e Andorra.
Obra Pía de los Santos Lugares
La Obra Pía de los Santos Lugares è un’istituzione unica che fa parte dell’Amministrazione spagnola. È contraddistinta da un emblema caratteristico composto da cinque croci rosse, lo stesso simbolo usato dall’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Questo legame storico tra le due entità si è mantenuto nel corso degli anni, evidenziando il ruolo fondamentale che ciascuna svolge nella protezione e nel mantenimento dei Luoghi Santi, in particolare del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Sebbene oggi operino in modo indipendente, il rapporto tra l’Ordine del Santo Sepolcro e la Obra Pía de los Santos Lugares è innegabile, ed entrambe condividono questo emblema che, con la grande croce rossa al centro circondata da quattro croci più piccole, simboleggia le cinque piaghe di Gesù Cristo nella crocifissione.
L’attuale struttura della Obra Pía è regolata dal Regio Decreto 1005/2015, approvato il 6 novembre di quell’anno. Secondo tale decreto, il Presidente della Obra Pía de los Santos Lugares è il Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione. Questa figura presiede anche la Junta del Patronato, l’organo collegiale incaricato della gestione e della direzione della Obra Pía. Va sottolineato che la Obra Pía de los Santos Lugares è definita come ente statale di diritto pubblico dedito ad attività senza scopo di lucro, il che ne evidenzia il carattere altruistico e l’impegno per cause di grande rilevanza sociale e culturale.
L’obiettivo principale della Obra Pía è promuovere la cooperazione religiosa e fornire aiuto umanitario. Nel quadro delle sue attività attuali, la Obra Pía si concentra su diverse aree chiave. Una delle sue funzioni essenziali è mantenere e accrescere la presenza della Spagna nella regione della Terra Santa, sviluppando progetti e attività che rafforzino questo legame. Inoltre, la Obra Pía promuove lo studio e la ricerca sulla storia della presenza spagnola nei diversi popoli che circondano il Mediterraneo e nella regione del Medio Oriente, con particolare attenzione agli eventi avvenuti in Terra Santa nel corso dei secoli. Svolge anche un ruolo importante nella cooperazione umanitaria e nell’educazione in quest’area geografica, collaborando con diverse organizzazioni e iniziative volte a migliorare la vita delle comunità locali. Infine, la Obra Pía sostiene la Basilica-Museo di San Francisco el Grande a Madrid, contribuendo alla sua manutenzione e promozione, a riprova del suo impegno per la cultura e il patrimonio storico.
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