Video Tappa 17: Carrión de los Condes a Ledigos con Jhonatan Barrios

19 Nov 2022 7 min read
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Video Tappa 17: Carrión de los Condes a Ledigos | Cammino Francese con Jhonatan Barrios

Video Tappa 17: Carrión de los Condes a Ledigos | Cammino di Santiago Francese con Jhonatan Barrios

Jhonatan Barrios condivide in dettaglio l’esperienza vissuta durante la Tappa 17, da Carrión de los Condes a Ledigos, in cui ha percorso 23 chilometri in totale. Questo tratto specifico faceva parte di un percorso più ampio che si è svolto dal 26 aprile al 26 maggio 2022.

Durante questo tragitto, Jhonatan ha documentato la sua traversata in un video che riflette la singolarità di camminare per 17 chilometri in linea retta, senza incontrare paesi né fontane lungo il cammino, il che ha rappresentato una sfida mentale considerevole. Nonostante l’obiettivo iniziale fosse arrivare fino a Terradillos de los Templarios, Jhonatan ha deciso di fermarsi nel paese precedente, Ledigos. È stato un momento di riflessione e di cambio di programma nella sua esperienza sul Cammino di Santiago Francese.

Tappa 17: Carrión de los Condes a Ledigos con Jhonatan Barrios

Un’alba a Carrión de los Condes

La giornata è iniziata presto per Jhonatan Barrios, che si è lasciato alle spalle l’ostello Espíritu Santo a Carrión de los Condes. Questo ostello, noto per la sua ospitalità, è stato un rifugio caldo e accogliente dopo una lunga tappa precedente. Con l’alba che spuntava all’orizzonte, Jhonatan si è preparato ad affrontare la tappa numero 17 del Cammino di Santiago, una delle più impegnative, non per la difficoltà tecnica ma per l’immensa solitudine che lo attendeva. In questa traversata avrebbe percorso 23 chilometri verso Ledigos, con un rettilineo di 17 chilometri senza vedere un solo paese lungo il cammino.

L’attesa della solitudine sul Cammino

Man mano che Jhonatan avanzava, diventava più consapevole della singolarità di questa tappa. Nei primi chilometri, il Cammino di Santiago Francese si stendeva come un nastro interminabile attraverso la vasta pianura castigliana. I paesaggi, sebbene semplici, offrivano una bellezza serena, con campi dorati e l’occasionale sussurro del vento tra gli alberi. Tuttavia, la vera sfida era la totale assenza di civiltà per 17 chilometri. I pellegrini che avevano completato questa tappa prima di lui lo avevano avvertito della monotonia del tragitto e della necessità di essere ben preparati, non solo fisicamente ma anche mentalmente.

Jhonatan, tenendo conto dei consigli degli altri pellegrini, si è assicurato di portare acqua e cibo a sufficienza per il tragitto. Inoltre, ha caricato sul suo dispositivo la lista delle sue canzoni preferite, sapendo che la musica sarebbe stata la sua fedele compagna durante le lunghe ore di cammino nella solitudine della pianura.

L’eredità dei Conti e la storia di Carrión

Mentre avanzava, Jhonatan non ha potuto fare a meno di riflettere sulla ricca storia che impregnava ogni angolo del Cammino. Carrión de los Condes, il punto di partenza di questa tappa, è un luogo carico di storia. Il nome della città fa riferimento ai Conti Gómez Díaz e alla sua moglie Teresa, che nell’XI secolo furono benefattori chiave nella costruzione di infrastrutture vitali per i pellegrini, tra cui un ospedale e un ponte sul fiume Carrión.

Jhonatan ha attraversato quello stesso ponte, testimonianza dell’influenza di questi nobili, che non costruirono solo un ponte fisico, ma anche un ponte attraverso il tempo, collegando generazioni di pellegrini che, come Jhonatan, sono passati di lì per secoli. Questo ponte, insieme al Real Monasterio de San Zoilo, dichiarato bene di interesse culturale nel 2002, ricorda come la devozione e il servizio ai pellegrini siano stati un filo conduttore nella storia della regione.

La sfida del rettilineo solitario

Lasciata alle spalle la storica Carrión de los Condes, Jhonatan si è addentrato nella sezione più temuta della tappa: il rettilineo interminabile. I primi chilometri sono trascorsi senza grandi difficoltà. Tuttavia, man mano che il sole saliva nel cielo, la realtà dell’isolamento ha cominciato a farsi sentire. La pianura castigliana, pur bella, era priva delle distrazioni che Jhonatan aveva trovato in altre tappe del Cammino.

In lontananza si vedevano solo campi e ancora campi, interrotti di tanto in tanto da piccoli boschetti che offrivano un’ombra momentanea ai pellegrini. Nonostante il terreno pianeggiante, la camminata diventava sempre più ardua per l’assenza di punti di riferimento. Ogni passo sembrava uguale al precedente, e la monotonia del paesaggio metteva alla prova la resistenza mentale di Jhonatan.

Calzadilla de la Cueza: un’oasi nel deserto

Infine, dopo diverse ore di cammino, Jhonatan ha scorto il primo paese dopo chilometri: Calzadilla de la Cueza. Questo piccolo borgo è diventato un’oasi per lui e per gli altri pellegrini che si trovavano sullo stesso tragitto. Qui Jhonatan si è fermato per recuperare le energie. Il paese, pur piccolo, offriva il necessario perché i viandanti potessero riposare e prepararsi agli ultimi chilometri della tappa.

La sosta a Calzadilla è stata breve ma rivitalizzante. Dopo una pausa per mangiare e bere qualcosa, Jhonatan si è sentito pronto ad affrontare gli ultimi sei chilometri che lo separavano da Ledigos, la sua meta finale per la giornata.

Arrivo a Ledigos: la fine della Tappa 17

Ripreso il cammino, Jhonatan ha completato gli ultimi chilometri con un misto di stanchezza e soddisfazione. Sebbene il terreno continuasse a essere monotono, la vicinanza della fine della tappa gli dava un nuovo impulso. Quando finalmente è arrivato a Ledigos, la piccola località lo ha accolto con la sua caratteristica atmosfera di calma e serenità. Nonostante il desiderio iniziale di proseguire fino a Terradillos de los Templarios, a circa tre chilometri di distanza, Jhonatan ha deciso che per quel giorno era abbastanza.

Alloggio all’Albergue La Morena

A Ledigos, Jhonatan ha alloggiato nell’ostello privato La Morena, un’opzione che, sebbene non fosse il suo piano originale, si è rivelata un luogo perfetto per riposare e recuperare. L’ostello, con il suo ambiente accogliente e le strutture ben curate, offriva tutto il necessario perché i pellegrini potessero rilassarsi dopo una giornata così intensa. Jhonatan si è goduto una cena nel ristorante dell’ostello, gustando il cibo confortante che il luogo offriva.

Il paese di Ledigos, pur piccolo, ha il suo fascino. La chiesa parrocchiale di Santiago Apóstol è un notevole punto di interesse, soprattutto per le sue tre rappresentazioni di Santiago: il pellegrino, l’apostolo e il matamoros. Questa chiesa è un simbolo del profondo legame tra il Cammino di Santiago e la tradizione cristiana, un promemoria per i pellegrini del significato spirituale del loro viaggio.

Riflessione e preparazione per la prossima tappa

Quella notte, mentre riposava nell’ostello, Jhonatan ha riflettuto sulla tappa che aveva completato. La solitudine del cammino, pur impegnativa, gli aveva offerto anche un’opportunità di introspezione. Ogni passo lo avvicinava a Santiago de Compostela, e ogni tappa completata era una vittoria personale nel suo viaggio spirituale e fisico.

Jhonatan sapeva che il Cammino di Santiago non era solo una prova di resistenza fisica, ma anche un viaggio di scoperta di sé. Le lunghe ore di cammino in solitudine gli hanno dato il tempo di riflettere sulla sua vita, sui suoi obiettivi e sullo scopo del suo pellegrinaggio. La tappa 17, con il suo paesaggio desolato e il suo tratto interminabile, era stata una metafora della vita stessa: a volte il cammino è lungo e solitario, ma alla fine c’è sempre una meta, un luogo di riposo e riflessione.

La magia del Cammino: tra storia e spiritualità

Il Cammino di Santiago è molto più di una via fisica: è un viaggio attraverso il tempo, la storia e l’anima. Ogni pietra, ogni paese, ogni ponte ha una storia da raccontare, una lezione da offrire ai pellegrini che decidono di percorrerlo. Per Jhonatan Barrios, la tappa 17 è stata un promemoria del potere dello spirito umano di superare la solitudine e la monotonia, e dell’importanza della preparazione, sia mentale sia fisica, per affrontare le sfide che la vita presenta.

L’importanza della preparazione e della comunità sul Cammino

Sebbene il Cammino di Santiago sia, per molti aspetti, un viaggio personale, è anche un’esperienza profondamente comunitaria. I pellegrini, pur camminando spesso da soli, fanno parte di una comunità globale che condivide un obiettivo comune: arrivare alla Cattedrale di Santiago de Compostela a Santiago de Compostela. Nei momenti di difficoltà, come i lunghi chilometri di solitudine della tappa 17, sapere che altri hanno percorso lo stesso cammino e superato le stesse sfide offre un conforto e una motivazione immensi.

Jhonatan, come molti altri pellegrini, ha trovato nella preparazione la chiave per affrontare le sfide del Cammino. Dal portare acqua e cibo a sufficienza all’assicurarsi di avere una lista di canzoni per tenere alto il morale, ogni dettaglio contava. Tuttavia, ha anche imparato che il Cammino è imprevedibile e che, a volte, i piani devono cambiare. La sua decisione di alloggiare a Ledigos invece di proseguire fino a Terradillos de los Templarios è stata un esempio di come la flessibilità e la capacità di adattarsi siano abilità essenziali sul Cammino, e nella vita.

La tappa 17 del Cammino di Santiago è stata per Jhonatan Barrios un’esperienza di solitudine, riflessione e scoperta di sé. Mentre si preparava alla tappa successiva, sapeva che ogni giorno sul Cammino gli offriva nuove lezioni e sfide, ma anche nuove opportunità per crescere e avvicinarsi alla sua meta finale.

Il Cammino di Santiago Francese è un viaggio che trascende il tempo e lo spazio, un cammino che unisce persone di tutte le culture e credenze in una ricerca comune. Per Jhonatan, come per molti altri, è stata una prova di resistenza e di fede, ma anche una celebrazione della bellezza e del significato della vita.


Buen Camino, pellegrini!


Cammino di Santiago Francese
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