Cosa vedere a Torres del Río?
Storia di Torres del Río
Torres del Río si trova a metà strada tra Los Arcos e Viana, sul percorso del Cammino Francese che porta alla Cattedrale di Santiago, a Santiago de Compostela, e che i pellegrini percorrono da secoli. L’abitato si arrampica su un pendio di fronte al colle di Sansol, con belle viste sulla valle. La sua storia è anteriore all’arrivo dei musulmani: a un chilometro, in direzione di Logroño, sono emersi i resti di un’azienda agricola romana, ceramiche e qualche pietra lavorata.
Dopo l’invasione musulmana la zona rimase sotto il loro controllo, finché fu recuperata dopo la conquista di Monjardín. Già in mani cristiane vi fu fondato un monastero, conosciuto come «Justa Illo Kamino», «accanto al Cammino», che Jimeno Galíndez donò nel 1109 al monastero di Irache.
Nel 1172 papa Alessandro III pose sotto la sua protezione il monastero di Santa María la Real de Irache (Monastero di Irache) e il suo abate Viviano, e ne confermò i beni, tra cui la villa di «Turres» con tutte le sue pertinenze. Quell’appoggio papale rafforzò il peso del luogo durante il Medioevo.
Anche il pellegrino Aymeric Picaud parla di Torres nel XII secolo, nel Codice Callistino: avverte che le acque del fiume Linares erano velenose. La fama durò secoli, perché nel 1381 un altro pellegrino, Geofroi de Buletot, consigliava ancora nel suo diario di guardarsi dai «fiumi cattivi e velenosi, come quello di Torres de Sansol», sulla strada per Santiago de Compostela.
Nel 1341 il concejo del borgo si diede alla signoria del re in cambio di reggersi con il fuero di Viguera, un accordo poi confermato da Filippo III di Navarra. I documenti ricordano anche abitanti come Alvar Díaz de Medrano, figlio di Juan Martínez de Medrano, e vendite di terre come il terreno irriguo della Monjía, che il monastero di Iranzu comprò da Torres e Sansol nel 1492.
Nelle dispute tra Enrico IV di Castiglia e Giovanni II d’Aragona, una sentenza arbitrale di Luigi XI di Francia lasciò il borgo alla Castiglia. Fu così dal 1463 al 1753, quasi tre secoli, anche se Torres continuò a reggersi con i fueros navarresi e a guardare economicamente alla Navarra, un esempio di quanto potesse essere complicata la vita di frontiera.
Nella guerra contro Napoleone, il 19 o 20 novembre 1809, qui si combatté una battaglia tra una colonna francese del colonnello Belloc, con circa 800 fanti e 80 cavalieri, e la guerriglia di Francisco Xavier Mina, con circa 500 uomini a cui si unirono la banda di «Cuevillas» e volontari di Torres, Sansol e Los Arcos. Vicino c’era anche la banda del «Marquesito», che non arrivò a combattere.
Al calar della notte i francesi, temendo che si unisse il «Marquesito», si ritirarono su un’altura vicino a Los Arcos e accesero falò per simulare un accampamento. Mina avanzò al buio per sorprenderli, ma arrivato trovò solo i fuochi: il nemico era fuggito. Lo inseguì fino nei pressi di Estella senza raggiungerlo.
Poco dopo, il 13 giugno 1811, giorno del Corpus Domini, le truppe francesi fucilarono il vicario di Torres, don Juan Miguel de Aramendia, uno degli episodi più tristi di quegli anni.
Fino al 1916 il paese si chiamava semplicemente Torres. Quell’anno, con la riforma che volle evitare nomi ripetuti tra comuni, divenne ufficialmente Torres del Río.
Dati di Torres del Río
| Paese | Spagna | |
|---|---|---|
| Com. autonoma | Navarra | |
| Provincia | Navarra | |
| Merindad | Estella | |
| Comarca | Estella Occidental | |
| Distretto giudiziario | Estella | |
| Mancomunità | Montejurra | |
| Posizione | 42°33′10″N 2°16′10″O | |
| Altitudine | 480 m | |
| Superficie | 12,81 km² | |
| Popolazione | 117 ab. (2023) | |
| Densità | 9,99 ab./km² | |
| Predom. ling. | Zona non bascofona | |
| Codice postale | 31229 | |
| Prefisso telefonico | 948 | |
| Sito web | torresdelrio.es | |



